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Spaziale 2008

BLONDE REDHEAD
Melody of Certain Damaged Lemons (Touch and Go, 2000)
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di Raffaele Meale scrivi un'email

Il rock indipendente internazionale risiede, com'è ormai noto, a New York. Qui sono nati i Sonic Youth, nell'ormai lontano 1979, qui hanno preso vita gruppi come i Fugazi. E qui nascono i Blonde Redhead.

Nel 1994 esce il loro primo lavoro, "Blonde Redhead", prodotto da Steve Shelley dei Sonic Youth. Un caso? Direi proprio di no. Anche perché i Blonde Redhead sono un gruppo molto particolare: due gemelli italiani e una ragazza giapponese. Per un lustro producono ottimi lavori con scarso risultato in fatto di notorietà. Poi arriva "In an expression of the inexpressible" - 1998 - al quale collabora Guy Picciotto dei Fugazi. E il nome inizia a girare. L'interesse sale ed esplode, meritatamente, con "Melody of Certain Damaged Lemons".

Basterebbe l'attacco del disco, con i trenta secondi di "Equally Damaged" per essere certi della grandezza del prodotto. Musica che sembra quasi sinfonica per come fluttua, un volo elegante e leggiadro interrotto dall'ossessionante nota introduttiva di "In Particular", forse la canzone più bella dell'album, cantata con sensuale dolcezza da Kazu Makino, bassista/chitarrista. In uno scambio di ruoli tocca ad Amedeo Pace - chitarrista - cantare la melodia di alcuni tre.

Chi sono questi limoni danneggiati? Persone, ricordi? E se la maggior parte delle canzoni parla di amori incompresi e tristi e di errori, in sottofondo si sente arrivare l'ombra della poesia di Pier Paolo Pasolini - amato molto dai gemelli Pace. E continuano ad alternarsi i ritmi e le melodie: da reminiscenze anni '70, a furiosi accordi che ricordano da vicino i Nirvana, oltre ai soliti Sonic Youth, a improvvisi accenni di musica elettronica che tornano a sfociare nella dolcezza di un inno "For the Damaged" dove solo il pianoforte - suonato da Simone Pace, batterista/tastierista - accompagna la dolce voce di Kazu, prima di ripiombare nel furore noise incontrollabile di "Mother", veloce ripasso dei primi lavori dei Blonde Redhead.

Ma a chiudere l'album torna, in un reprise, la dolce melodia di "For the Damaged", ora più articolata, più ritmata dalla batteria, più accompagnata dalle chitarre e silenziosa, muta. Colonna sonora di un universo deforme e armonico allo stesso tempo.

collegamenti su MusiKàl!
Blonde Redhead - la Kalporgrafia
Sonic Youth
- la Kalporgrafia
Fugazi - Argument
Nirvana - Nevermind



27 agosto 2001


Track list:

1. Equally Damaged
2. In Particular
3. Melody of Certain Three
4. Hated Because of Great Qualities
5. Loved Despite of Great Faults
6. Ballad of Lemons
7. This is not
8. A Cure
9. For the Damaged
10. Mother
11. For the Damaged coda



I commenti
 
Novecento
1 maggio 2002
i blonde redhead riescono a sintetizzare in un album le paure in
noi più nascoste, i lati più psicopatici di noi e ne mostrano i lati più
tristi. Geniale


b
20 dicembre 2001
b'ell'isssiimi


andr789
4 dicembre 2001
disco interessante, trasversale, ricapitola un certo tipo di rock
e prosegue oltre, bella creatività, mi piacciono le variazioni su una stessa canzone



stefano
23 novembre 2001
una macchina,tanto freddo fuori e dentro un lamento che ti fa
stare in silenzio per un attimo e poi ti spinge lontano.ti ritrovi dove sei
sempre stato ma per un attimo hai creduto di morire



Dodi
21 novembre 2001
Sono geniali,risvegliano inquietudini sopite in noi...con le loro
sonorità ondivaghe.Hated because of her great qualities ipnotizza...



lucio leone 1 ottobre 2001

In disco molto creativo, carico di fascino espressivo. Arte
delicata.



roberto
10 settembre 2001
sicuramente uno dei dischi più sopravvalutati del 2000... le canzoni sono poche e bruttine, la voce di kazu a tratti davvero imbarazzante...



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