Nata per iniziativa di Fabio Barovero - fondatore
dei Mau Mau -, e diretta da Roy Paci, la Banda
Ionica, costituita da una ventina di musicisti
siciliani, si è dedicata dapprima alla
valorizzazione della musica funebre per banda
delle aree siciliana, calabrese e campana, ancora
suonata nei paesi e nelle città ma non
per lo scopo originario, bensì in occasione
di feste religiose. Da questa volontà sorse,
nel 1997, "Passione", primo album della
formazione.
Sempre guidata da Paci e Barovero, le due anime
progettuali, la Banda esce ora con un secondo
disco di brani quasi tutti originali, con l'aggiunta
di qualche pezzo tradizionale e del repertorio
bandistico. Dunque un lavoro sostanzialmente più
ambizioso del precedente, che supera l'ambito
interpretativo per raggiungere quello creativo.
Con "Matri Mia" si realizza una forma
di world music aperta ai più vari contributi
artistici, che potrà dare in futuro altri
buoni frutti.
Organico naturalmente dotato di una forte e immediata
presa sull'ascoltatore, quello bandistico ha certamente
trovato in Goran Bregovic uno dei suoi maggiori
corifei. Se l'operazione attuata dagli italiani
non può che manifestare punti di contatto
con l'arte dello slavo (si pensi ad esempio alle
marce funebri), è altresì vero che
se ne distingue per la pressoché totale
assenza di interventi elettrici (ci vergognamo
quasi a citare il vibrafono di "Come l'aria")
ed elettronici (la chiusa di "Raïssa"
e qualcosa in "Santissima dei Naufragati"),
oltre ad una maggior sobrietà dei mezzi
espressivi. Ne scaturisce un intimismo di fondo
che molto deve anche all'apporto interpretativo
(e in certi casi compositivo) degli ospiti della
Banda Ionica.
Crea un piacevole effetto l'accostamento di pezzi,
per così dire, 'classici', e di brani 'cantautoriali'
come "Santissima dei Naufragati" - di
Barovero, Paci, Capossela
-, cantata con la consueta partecipazione da un
Vinicio
davvero a suo agio (per non dire sguazzante) in
mezzo a questa inusuale strumentazione. Lo stesso
dicasi per "Come l'aria", interpretata
e co-scritta da Mauro Ermanno Giovanardi dei La
Crus: la sua voce di marca intensamente pop
non stona con l'arrangiamento bandistico. Alla
stesura della canzone ha collaborato anche 'il
terzo La Crus', vale a dire Alex Cremonesi. Ben
cantata da Macaco El Mono Loco è la spagnolesca
"Espinita". Fra i brani strumentali,
il più ammiccante è senza dubbio
"Lorenzo in Sicilia" - parto originale
di Barovero, Paci, Sanfelici -, che, tuttavia,
guarda un po' troppo (e assomiglia un po' troppo)
al fortunato modello Bregovic.
In copertina troviamo le tre gambe piegate, antico
simbolo della Trinacria, cioè della Sicilia.
collegamenti su Kalporz:
Vinicio Capossela - Recensioni,
video, foto, interviste
La Crus - la Kalporzgrafia
Goran Bregovic
- concerto a Bologna
- concerto a Reggio
Emilia