Vai all'homepage di Kalporz MusiKàl!, la rivista musicale di Kalporz Mappa di Kalporz

MusiKàl! - Recensioni, Artisti, News musicali
» Novità Album e Live
» News
» I preferiti di Rokko
» Gli intramontabili
» Kalporzgrafie
» Speciali / Interviste

Osteria - Chiacchiere e Forum
Chiacchiere e Forum

Stalla - Storie in musica
Storie in musica

Municipio - Benvenuti a Kalporz!
Benvenuti a Kalporz!

Cerca un Artista
0-9 A B C D E F G H I
J K L M N O P Q R S
T U V W X Y Z
Ricerca personalizzata

Newsletter
Info & Contatti
Collabora con noi
Pubblicità
Promo e demo
Le Foto su Kalporz
Live in Kalporz

ST. VINCENT
Marry Me (Beggars Banquet, 2007)
segnala questa recensione 
di Stefano Folegati scrivi un'email

Non so quante volte mi è capitato di sentire paragonare una cantautrice a Kate Bush, e molto spesso a sproposito. È una sorta di pigrizia critica che rasenta lo sciovinismo: ragazza, voce limpida ed educata, suona e compone da sé, pronti!, la nuova Kate Bush. Non farò quindi un torto sessista a una ragazza talentuosa, una che poi viene da una nazione che sarà probabilmente governata da una donna: eppure una certa tentazione c'è, nell'ascoltare questo notevole esordio di Annie Clark, in arte St. Vincent, classe '82 dall'Oklahoma.

Annie è un talento tanto chiaro quanto precoce: polistrumentista che eccelle nella chitarra con uno stile personale e versatile, è già stata collaboratrice di Sufjan Stevens e dei Polyphonic Spree; giunta ora al suo primo album solista fa una tale mostra del proprio eclettismo musicale che si rischierebbe di venirne disorientati, se la ragazza non riuscisse a tenere tutto assieme rendendo dolce il perdersi nel suo intricato giardino di note. Quasi sempre: perché il rischio che si corre qua è quello della leziosità, di annegare la freschezza di un esordio nell'urgenza di mostrare e dimostrare.

Il rischio viene il più delle volte scongiurato, perché lo sguardo di Annie è incantato, e dona naturalezza al modo con cui gioca con stili diversi e diversissime tradizioni. A cominciare da quella americana, con cui St. Vincent dialoga con la stessa naturalezza di Sufjan: ascoltate l'uso dei cori nell'iniziale “Now Now” o in “Jesus Saves, I Spend”, dove l'influenza di Stevens si sente anche nel gusto per le orchestrazioni luminose ma leggermente deviate. Già nel brano iniziale fa capolino la personalità della Annie chitarrista, che riesce a passare da complicati giochi di armonici a un rumoroso assolo finale che sembra quasi venire dalle dita di Ira Kaplan. L'uso dei suoni distorti le permette di costruire atmosfere più cupe, come nella emozionante “Your Lips Are Red”, un crescendo elettrico ansiogeno, spezzato da una batteria singhiozzante che si stempera poi in un finale sensuale che sa di resa.

Nel suo instancabile peregrinare sonoro Annie approda al vecchio continente con l'immaginifica “Paris is Burning”, carica di suggestioni mitteleuropee, forse leggermente ingenua nel suo finale in tre quarti ma ipnotica nei complicati ghirigori del ritornello. Qui si comincia a capire che questa esile e graziosa ragazzina guarda ben al di là del suo tempo: brano dopo brano, crescono i riferimenti alla musica americana degli anni '30, allo swing, alle canzoni di Cole Porter. Il risultato è convincente: dalla title track alla struggente “All My Stars Aligned” assistiamo alla metamorfosi da indie girl a stella di un immaginario cabaret degli Anni Ruggenti, dove sembra davvero di trovarsi quando si giunge alla conclusiva “What Me Worry?”.

Ad ogni nuovo ascolto si possono scoprire ancora altre impressioni, altri riferimenti (il Bowie fanta-glam in “The Apocalypse Song”, il tropicalismo di “Human Racing”...) ma alla fine quello che emerge è la personalità di Annie/St. Vincent, come autrice e come performer. Chissà, tra qualche anno diventerà lei la pietra di paragone... per il momento ci godiamo uno degli esordi migliori di quest'anno.

collegamenti su MusiKàl!
News > St. Vincent il 10/12 a Milano per l'unica data italiana
Sufjan Stevens - The Avalanche
Sufjan Stevens - Illinois
David Bowie - Reality
David Bowie - Heathen
David Bowie - Low
David Bowie - Diamond Dogs
David Bowie - The Rise and Fall of Ziggy Stardust...

Yo La Tengo - I Am Not Afraid Of You And I Will Beat Your Ass
Yo La Tengo - Prisoners of Love
Yo La Tengo - Summer Sun
Yo La Tengo - And Then Nothing Turned Itself Inside-Out
Yo La Tengo - Fakebook

 



10 dicembre 2007


Track list:

1. Now, Now
2. Jesus Saves, I Spend
3. Your Lips Are Red
4. Marry Me
5. Paris Is Burning
6. All My Stars Aligned
7. The Apocalypse Song
8. We Put a Pearl in the Ground
9. Landmines
10. Human Racing
11. What Me Worry?



I commenti
   
aggiungi il tuo commento!
torna su




»
NOVITA'
le ultime recensioni

Giobia – Hard Stories

The Drums - The Drums
The Pineapple Thief - DSomeone Here Is Missing

Miss Fräulein - The Secret Bond

The Chemical Brothers - Further

»
CONCERTI
gli ultimi recensiti
AA.VV. - Italia Wave 2010 (Livorno)
AA.VV. - Primavera Sound (Barcellona)
LCD Soundsystem + !!! - Piazza Castello (Ferrara)
AA.VV. - Reeson Electric Festival (Roma)
Il Teatro degli Orrori - Bier Garten (Palermo)

»
ROKKO-BEAT
i preferiti di Rokko
The Antlers - Hospice
Soap & Skin - Lovetune For Vacuum
Doves - Kingdom Of Rust
Shearwater - Rook
Gnarls Barkley - The Odd Couple

»
EVER-KALPORZ
gli intramontabili
Alice In Chains - Jar Of Flies
Air - Moon Safari
Cult - Love
Primal Scream - Screamadelica
Einsturzende Neubauten - Fünf Auf Der Nach Oben Offenen Richterskala



Home | MusiKàl | Municipio | Osteria | Stalla

Copyright  © Kalporz 2000-2010. Tutti i diritti riservati

Kalporz su: Facebook (Kalporz / Kalporz Redazione) | MySpace | Twitter