E'
ripassata come un vortice di stridenti suoni inebrianti,
crudi e graffianti, l'orgia sonora live dei Marlene
Kuntz, in un palazzetto, quello di Udine, dove ci
si aspettava più gente di quanta ce n'è
stata: 2000 circa le anime travolte da un crescendo
di astrali violenze sonore divise tra parterre (i
più) e spalti, consce che gruppi spalla non
sarebbero saliti sul palco come da copione.
Un'attesa durata almeno un anno si è vaporizzata
alle 21 e 59 spaccate quando le note di "Cara
è la fine" hanno infettato l'aria d'apertura
e hanno condotto a "2001: odissea nello strazio",
entrambe riprese dall'ultimo lavoro "Che
cosa vedi": l'onda sonica è già
tagliente, il rock sidereo è in funzione.
Il concerto si sviluppa in progressione passando
dalle perfette esecuzioni dei nuovi pezzi come "Canzone
d'oggi" a vecchi brani quali "Canzone
di domani", "Trasudamerica" e "Ape
regina" (una basso imprendibile). L'esibizione
è ormai lanciata con l'esecuzione de "Il
vile"e "la canzone che scrivo per te"
(due strofe "italiane" nuove sopperiscono
alla "mancanza" di Skin).
Le parti strumentali prendono il sopravvento su
ogni attimo di volume: vengono magistralmente arricchite
le avvolgenti "Nuotando nell'aria" e "Infinità",
con "Grazie" (tributo al pubblico) termina
la prima parte, sanguigna e reale.
Il seguito non si fa attendere per niente e inizia
scaricando l'onda d'urto del propagandista "Mk",
il pezzo più rumoroso, e di "Ho ucciso
paranoia". Enzimi di "Spore" e sublimi
rumori da camera introducono "Sonica",
i fulmini di chitarra che schizzano dal palco trasformano
il tutto in una trance sonora che vale la presenza.
Sicuramente pago, è un piacere per il fisico
ascoltare "E poi il buio", brano che chiude
il concerto alle 23 e 59 esatte.
Sacrificati molti brani de "L'odio migliore"
in favore dell'ultimo lavoro e di molte parti strumentali,
i Marlene, come di consueto, hanno dato tutto sul
palco, una coesione di menti e suoni che in questo
momento, almeno in Italia, non ha eguali: che il
genere piaccia o no, l'aria che esprimono è
ormai più amore che gioco: il gioco è
bello ma dura poco, l'amore è bellissimo
ed è infinito.
Lulla losbrillos@inwind.it
9 febbraio 2002
Ripescia
(Gr)\\11 Agosto 2001
Catartico! Totalmente liberatorio! Emozionante..Cristiano
parlava e sorrideva..Affratellamento con molti
dei partecipanti. Unico. mi sono sentita viva!!
sono talmente imprevedibili e l'esperienza
è..FORTE!
Cara è la fine: dal vivo la voce viene
esaltata e la parte della batteria è
più intensa...
Quasi 2001: messa l', subito dopo cara è
la fine, impressiona, per forza e delicatezza...è
immensa...
Ape regina: due concerti, babylonia e velvet,
ed ho provato emozioni diverse...non la suonano
nello stesso modo ed è intrigante,
più rumorosa...
Chi mi credo d'essere: nel ritornello la voce
di Cristiano si sente poco, ma il lavoro delle
chitarre è notevole...ed è anche
più veloce che su disco
Trasudamerica: sensuale, lenta, con un cantato
che esalta le parole e la sua interpretazione
mimica è...la vedrai...!
Canzone di domani: un pezzo che a loro piace
molto e si vede...c'è un trasporto
particolare e il gioco di luci aiuta a capire
le loro emozioni...
Canzone di oggi più nuova spora: a
me piacciono moltissimo...e Richy può
dar sfogo alle sue idee...
Infinità: un gioiello, da vedere e
sentire, un cantato che rafforza il testo...
Malinconica: non la canta come su disco e
si muove circospetta...sembra che voglia nascondersi...
Cometa più nuova spora: delirio, delirio,
delirio...credimi, sono pazzesche!!!
La canzone che scrivo per te. più lenta,
con cri che canta la parte italiana che nel
cd trovavi solamente scritta, è più
timida e il cantato, un pò sforzato,
la rende più drammatica..., a me piace
tantissimo anche così...
Nuotando nell'aria: al babylonia è
stata suonata meglio, al velvet cantata meglio
ed il pubblico, al velvet, ha sorpreso i marlene,
cantandola sin dall'inizio , portando alla
indecisione di Cristiano...che ha deciso di
cantarla dall'inizio...uno spettacolo!
Vile-grazie-spora nuova: un trio solenne,
magnificiente, dove la musica ti porta a volare...e
in questo trio musicale tutta la loro poesia
musicale viene fuori...
M.k.: dal vivo trova la sua forma canzone...e
da la possibilità ai quattro di sbizzarirsi
in piena libertà...con trucchi e giochi...
Serrande alzate: al velvet non l'hanno suonata;
meno male, troppo bella come l'hanno eseguita
al babylonia...con gli occhi di cristiano
e la sua mimica che ti coinvolgono senza fine...
L'odio migliore: più dura e veloce
è l'unico pezzo che non mi ha convinto,
sia al babylonia che al velvet..., l'ho trovata
perfetta, ma senza anima...un astrana sensazione...
Spora-sonica-spora: più dura, sonica,
più sensuale, ho provato un'emozione
indescrivibile...e la coda finale è
clamorosa...
La mia promessa: un godimento, un'estasi,
con una spora finale che da il senso allla
canzone e spezza le critiche sul nuovo album...!