Arrivati al secondo disco, i Telefon Tel Aviv
scoprono le melodie. Lo fanno costruendo musica
elettronica ricca di calore e spostando l'attenzione
sulle emozioni. Nei momenti migliori "Map
of What is Effortless" riesce a coniugare
questa tensione verso i sentimenti con suoni spezzati
e talvolta freddi. Ed infatti l'unico brano che
sembra non seguire questa linea di condotta, "My
Weck Beats Your Year", dà l'impressione
di essere troppo freddo con la sua voce filtrata
e meccanica ed i suoi suoni gelidi.
Il resto del disco offre tutt'altro. I Telefon
Tel Aviv sanno creare brani di grande fascino
sia quando affrontano spazi strumentali che crescono
e si dilatano, sia quando compongono canzoni vere
e proprie, accompagnati dalle voci di Lindsay
Anderson e Damon Aron. Si inizia con "When
It Happens It Moves All By Itslves", brano
strumentale in cui confluiscono orchestrazioni,
ritmiche spezzate, rumori di fondo ed elettronica
raffinata. Lì, come nel brano che intitola
il disco, i Telefon Tel Aviv dipingono atmosfere
di sottile inquietudine, suoni che parlano di
notti piene di malinconia.
Momenti in cui il battito si fa lento e le emozioni
vibrano nell'aria, così come avviene quando
il duo americano mostra di saper comporre armonie
che riescono ad incantare. Ecco "I lied",
con la sua pigra melodia tra preziose tessiture
elettroniche e le orchestrazioni che affiorano
lentamente, e poi "What It Was It Were Never
Again" e il suo incedere sontuoso, tra archi
e interferenze in sottofondo.
Ad ascoltarli si scorgono gli Zero 7, ma anche
l’umore scuro di Portishead e Massive
Attack, rivisitati con ritmiche spezzate,
rumori disturbanti che compaiono all’improvviso.
"Map of What is Effortless" è
un viaggio che si avventura dentro una notte che
sa di solitudine e sentimenti inquieti, ma che
riesce anche ad aprirsi a sprazzi di dolcezza
inattesa. Ecco "Nothing is Worth Losing That"
e, soprattutto, "Bubble and Spike",
che ricorda certe atmosfere dolci amare di scuola
Everithing But Girl, con un’armonia lieve
e un sottofondo di interferenze continue e appena
percettibili. Il tutto sigillato da "At the
Edge of the World You Will Still Float",
canzone deliziosa che sfiora atmosfere acustiche
inattese.
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Massive Attack - la Kalporzgrafia
Zero 7 - Simple
Things