La quasi quarantennale carriera di Van Morrison
non è certo priva di prove sorprendenti,
ma da un paio di album a questa parte l’irlandese
si è rivelato poco propenso a stupire.
Detto ciò, il nuovo "Magic time"
è tutt’altro che piatto o noioso
e offre numerosi spunti di riflessione: innanzitutto
la voce rimane unica, un vero marchio di fabbrica,
e la band è strepitosa e affiatata (sono
tutti musicisti di formazione jazz che suonano
con Morrison da lungo tempo).
La tendenza a rinnovarsi poco o nulla è
però comunque presente, qui testimoniata
dalle tre cover in scaletta, delle quali nessuna
successiva agli anni ’50: "This love
of mine" e "Lonely and blue" fanno
parte del repertorio di Frank Sinatra e vengono
reinterpretate senza particolari sconvolgimenti,
mentre in "I’m confessin’",
bonus track dell’edizione limitata che si
ricollega addirittura agli anni ’30 e a
Rudy Vallee, primo crooner della storia, Van mette
in mostra una voce pastosa, duttile, d’altri
tempi.
C’è poi il Morrison autore, che
è tutto un altro ascoltare. Da un lato
se in alcuni brani sembra voler staccare il piede
dall’acceleratore e inserire il pilota automatico,
come gli accade spesso ultimamente, dall’altro
dimostra di avere ancora parecchia benzina nel
serbatoio: "Celtic new year" è
una pregevole ballata che descrive la lontananza
dal paese natio, "The lion this time"
è semplice e brillante, "Magic time"
potrebbe essere uno splendido standard jazz e
sottolinea l’atmosfera malinconica e riflessiva
dell’album. Il vero capolavoro è
"Just like Greta", un brano degno di
una "Madame George" o una "Ballerina",
un’amara riflessione sull’isolamento
e sulla solitudine, che fa pensare al carattere
scontroso dell’autore, che proprio prima
dell’uscita di "Magic time" aveva
interrotto bruscamente il rapporto con la Blue
Note per passare alla Universal. Al difficile
rapporto con l’industria musicale sono dedicate
le ultime due composizioni, dai titoli emblematici:
"They sold me out" e "Carry on
regardless".
Insomma, niente “settimane astrali”
o “danze lunari”, ma ordinaria amministrazione
e qualche gemma nascosta da parte di un grande
autore al quale piace più confermare che
sconvolgere.
Van Morrison - Down
The Road