Potrei mettermi la coscienza a posto affermando
che questo disco di Tom Russell rientra nella
sempre più grande categoria dei dischi per cultori
del genere. E infatti farò esattamente così. Giusto,
ma chi è Tom Russell? Cantautore americano non
più giovanissimo attivo da un bel paio di lustri
ed autore di una corposa discografia dove possiamo
sicuramente contare dei livelli di buona ispirazione,
ma nessuno mai determinante per affermarlo in
maniera totale. Rimane così un autore di genere
in un panorama vieppiù affollatissimo. Il classico
panorama dove è difficile sia fare un disco brutto,
che uno veramente bello. Insomma, questo "Love
& Fear" si ascolta, ma ci si limita a questo.
Non fa schifo, ma lo si dimentica quasi subito
e di certo non è che mi sveglio la mattina dicendo:
"T'oh! Ho proprio voglia di ascoltare 'Love &
Fear' di Tom Russell". E se capita al sottoscritto,
che fa dei cantautori americani la sua droga quotidiana,
figuriamoci a chi non gliene frega niente. Ok,
ma la musica? Un rock d'autore banale che più
banale non si può - ma questo poi potrebbe anche
andare bene in certi casi - cantato da un Howe
Gelb d'ordinaria amministrazione. Nessuna emozione
negativa né positiva. Il nulla assoluto. Un encefalogramma
piatto che mi fa chiedere quanto avessimo bisogno
di un altro disco del genere.
1.
The Pugilist at 59
2. Beautiful Trouble
3. Steling Electricity
4. The Sound of One Heart Breaking
5. Ash Wednesday
6. KC Violin
7. Four Chamber Heart
8. Stolen Children
9. It Goes Away
10. All the Fine Young Lames
11. Old Heart