"Il nuovo disco dei Beatles". Sì, certo.
E chi ci crede? Mi chiedo come scelgano gli addetti
stampa, le case discografiche. Quei pochi cretini
che possono credere che "Love" sia, effettivamente,
un nuovo disco dei Beatles, sono persone che sicuramente,
oltre ad avere una vita molto triste, non hanno
mai comprato un disco in vita loro né letto
un libro o un quotidiano o un tabloid. Quindi
non avvicineranno certo nuovi clienti (anche perché
il nome Beatles non ha tutto questo appeal tra
i più giovani... che anzi tendono a minimizzare
forse in preda alla febbre dark, tra un Baudelaire
non capito e un blog con sfondo nero) e di certo
non si fanno una buona figura con tutti gli
altri, ovvero chi ancora compra dischi e chi
sicuramente sa che John Lennon e George Harrison
stanno correndo su campi di fragole. Campagna
fallita. E sicuramente non ci avranno speso due
lire, quelli della Parlophone. Anche perché
far uscire un prodotto del genere quasi sotto
Natale, puntando tutto sull'effetto nostalgia
dei 30-40-50enni è solo l'ultima delle vigliaccate
da aggiungere all'elenco delle strategie discografiche.
Anche perché, preso indipendentemente da tutto
il contesto, "Love" non è un prodotto deprecabile.
Trattasi semplicemente della colonna sonora dell'omonimo
spettacolo offerto dal Circ du Soleil, compagnia
teatral-circense che vi consiglio di vedere, prima
o poi. In pratica, hanno commissionato alla famiglia
Martin (... non starò certo qui a scrivervi
dell'importanza della figura di George Martin
nell'economia della discografia beatlesiana. In
alto a destra c'è la barra di Google) una
cut'n mix dei master originali per produrre canzoni
nuove, rimandi, citazioni, melange e quant'altro
di funzionale al fine ultimo dello spettacolo.
The End. Puro e semplice entertainment. Aggiungiamo
poi, giusto per cronaca, che le colonne sonore
del Circ du Soleil sono tutte in commercio - solitamente
nei reparti musica contemporanea - e che
le ventisei "esperienze" di cui è composto
"Love" sono un divertente giochino per l'appassionato
terminale e il maniaco di citazionismo ed aneddotica.
Per il resto è un prodotto un po' (tanto)
inutile. E anche stucchevole. Perché tutta
la spiegazione di cui sopra diventa inutile davanti
al fatto che in copertina non c'è nessun
rimando a chi quest'opera l'ha commissionata.
Ma soprattutto perché è uscita a nome Beatles.
Una cialtronata necrofila di pessimo gusto. "Il
nuovo disco dei Beatles". "Il nuovo disco dei
Beatles". "Il nuovo disco dei Beatles". Se la
meritano, la bancarotta.
collegamenti su MusiKàl!
The Beatles - la Kalporzgrafia
John Lennon - Imagine
Paul McCartney - Chaos
And Creation In The Backyard
Paul McCartney - Concerto
al Colosseo (Roma)
Paul McCartney - Driving
Rain
George Harrison - le
recensioni