Un
numero esagerato di persone, su e giù dal
palco del "Calamita", e alcune graditissime
sorprese. Arrivo nel locale durante il soundcheck,
butto un occhio al palco e mi trovo Cesare Basile;
pochi metri più in là c'è
Giorgia Poli, già bassista degli Scisma;
tra il camerino e il palco vaga Dario Ciffo, il
violinista degli Afterhours,
assieme al batterista dei Bluvertigo. Paola Maugeri
e la band provano nervosamente "Jesus",
il ritardo si sta facendo pesante e ancora due
gruppi devono sistemare i suoni.
Filerà tutto liscio, però, e tutti
vedranno ottimi concerti, questa sera.
Inizia la reggiana Laura Mars, che si propone
in versione acustica, accompagnata da due chitarristi
e da un contrabbassista: è la prima ottima
sorpresa della serata. Le sue canzoni, con questi
abiti, fanno pensare ad un riuscito incrocio tra
il Nada Trio e Suzanne Vega, e gli ampi spazi
che si ritaglia il contrabbasso danno ai brani
un delizioso aspetto jazz. Su tutto, poi, spicca
la voce di Laura, davvero magnetica e ricca di
sfumature.
I suoni cambiano notevolmente quando salgono
sul palco i Lombroso: le facce sono note
al pubblico, ed è piuttosto straniante
la differenza del loro sound rispetto a quella
delle band-madri. Un rock robusto e senza fronzoli,
dai vaghi echi anni '70, con Dario Ciffo a mostrare
una bella voce che, per forza di cose, con gli
Afterhours non ha modo di esprimere. Canto, chitarra,
fake bass e batteria: niente di troppo originale,
ma la band è agli inizi (nonostante i due
non siano esattamente esordienti
) e troverà
una strada più definita.
Il set dei Loma è stato davvero
bello, uno dei migliori visti finora durante "Live
in Kalporz!". Attaccano con "The rain
song", che mostra una struttura più
articolata e più ricca rispetto al disco,
così come del resto accade per tutti i
brani proposti: suoni più definiti e attenti,
retti dall'imprevedibile incrocio tra la chitarra
di Basile e il basso di Giorgia, assieme al violoncello,
alla batteria e alle due voci di Paola e Massimo.
Molto più accattivante è l'arrangiamento
di "Those french horns playing while
",
mentre è assolutamente coinvolgente "Christopher
street", con il suo finale robusto e saltellante:
il momento migliore di tutta la serata. Aggressività
e dolcezza si mischiano e si ricorrono nel passaggio
tra "Rinuncia alla prigionia" e "Song
for Thomas", fino alle chitarre che graffiano
"Lento su Tijuana" e un inedito dai
suoni molto robusti, "I'll come back again".
Dario Ciffo, stavolta al violino, torna su palco
per una grande e dolcissima "Jesus";
rimane tempo per una cover (dei Camper Van Beethoven)
e per una nuova, corale "Christopher street",
e il concerto finisce.
Conferme e sorprese, assieme a un clima rilassato
e amichevole che ha fatto di quella di ieri una
delle serate più riuscite di tutta la stagione.
collegamenti su MusiKàl!
Live in Kalporz! - il
palco del nuovo rock indipendente
Loma - Eighteen
Years Of Sin
Intervista a
Paola Maugeri dei Loma
Cesare Basile - Gran
calavera elettrica
Cesare Basile - Closet
meraviglia
Afterhours - la
Kalporzgrafia
Scisma - "The
Last Waltz" Concerto al Flog (FI)
Nada Trio - Concerto
Reading a Parma
Camper Van Beethoven - Our
Beloved Revolutionary Sweetheart