Coinvolgenti, ma non travolgenti. Bravi, ma penalizzati
da un'acustica pessima. Il concerto genovese dei
Linea 77 non ha deluso le attese della vigilia.
La band torinese (una delle poche in Italia in
grado di godere d'ampio credito all'estero) ha
impressionato per la freschezza del proprio suono
e per l'ottimo affiatamento sul palco fra tutte
le "anime" della formazione.
Nel complesso, insomma, un'esibizione in
linea con le aspettative, anche se qualche pecca
non ha mancato di mostrarsi. La più grande:
quella legata alla durata dello show. Appena 48
minuti: un tempo troppo modesto per una band capace
di reggere la scena come poche altre.
Se l'esecuzione dei brani è stata davvero
notevole dal punto di vista tecnico, stessa cosa
non è stata per la "tempistica"
d'esecuzione: la band torinese invece di sfruttare
la potenza del proprio suono per infilare più
canzoni alla volta, ha preferito creare dei fastidiosi
tempi morti fra un brano e l'altro, finendo per
pregiudicare in parte la bontà del loro
live act.
Una dozzina le canzoni messe in scena nel palatenda
della Festa de l'Unità dai cinque torinesi:
"Moka", "Cacao", "Smile"
e "Potato" sono stati brani capaci di
coinvolgere una buona parte del pubblico, quella
che non riuscendo a decifrare i testi per via
dell'acustica, ha quanto meno potuto ballare e
godersi pienamente il set della band.
Sorprendente l'affiatamento mostrato sul palco
da Chinaski & soci, capaci di produrre un
suono compatto e molto "europeo". Pregevole
il lavoro fatto con la batteria dal quintetto
torinese, che ha proposto ritmiche puntuali ma
mai invadenti. Stesso discorso per il basso e
la chitarra, che hanno sostenuto (e non penalizzato)
il lavoro fatto dalle due voci della band. Insomma,
davvero ottima la resa live dal punto di vista
tecnico dei Linea 77: gruppo dai pochissimi fronzoli
sonori e dalla tanta sostanza.
Dal vivo, a Genova, il gruppo torinese ha dimostrato
di non essere "etichettabile" e di non
poter trovare una collocazione stabile in nessuna
categoria musicale. Il suono dei Linea 77 è
oggi più che mai un mix di rock e punk.
Ricorda alla lontana (ed in brevissimi passaggi)
il suono dei Deftones, ma non solo: anche se potrebbe
sembrare irriverente, la band torinese dal vivo
richiama alla memoria anche l'energia del digital
hardcore prodotto dal guru berlinese Alec Empire.
Insomma, quello dei Linea 77 è un suono
talmente fresco ed originale che costringe la
mente a diversi collegamenti sonori, ma che allo
stesso tempo non è figlio o surrogato di
nessun genere in particolare. E' semplicemente
"crossover", nella sua espressione migliore
però.
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