Alla fine degli anni '60 il rock muore e resuscita
dalle proprie ceneri, reinventandosi e trovando
nuove forme di espressione. Una delle sue espressioni
più interessanti è sicuramente quella
che ci viene offerta da quella corrente di musicisti
inglesi che, imparata la lezione dai grandi maestri
del blues nero americano, interpretano in chiave
europea quella musica maledetta proveniente dall'altra
parte dell'oceano. È così che emergono
grandi artisti come John Mayall, Van Morrison,
Eric Clapton, Steve Winwood, Jeff Beck, veri protagonisti
del cosiddetto "British Blues".
Ma ben presto, sopra i nomi di questi grandissimi
artisti, inizia a stagliarsi l'ombra di un dirigibile
che in parte offuscherà la fama di questi
talenti. È l'immagine del primo album dei
Led Zeppelin, foto che ritrae lincendio
del dirigibile Hindenburg nel 1937. I Led Zeppelin
del primo album non sono certo dei novizi: John
Paul Jones è un richiestissimo session
man (ha prestato più volte il suo pianoforte
e i suoi arrangiamenti orchestrali a numerosi
artisti; "She's a Rainbow" dei Rolling
Stones per fare un esempio), e così anche
Jimmy Page, appena uscito dagli Yardbirds, deciso
a formare un nuovo gruppo, nuovo anche nelle sonorità
e nella direzione musicale. Per rendere fattibile
il progetto, una volta accaparratosi l'appoggio
di John Paul Jones, Page ha bisogno di trovare
due autentiche forze della natura. Le trova in
Robert Plant, biondo ed etereo cantante che nonostante
i suoi modi piuttosto "agricoli", possiede
una voce dalla potenza inaudita, ed in John Bonham,
batterista dalle doti straordinarie e dal tocco
decisamente poco leggero. L'equipaggio è
pronto e il viaggio può iniziare. Il primo
album (chiamato ormai prosaicamente dagli esegeti
del rock "I", in realtà senza
titolo) è il frutto maturato dalle session
del neonato gruppo, il quale si confronta subito
con la tradizione blues, come la maggior parte
dei gruppi di allora faceva.
Ma c'era qualcosa di veramente nuovo? Per rendersene
conto, è sufficiente ascoltare la versione
di "You Shook Me" di Willie Dixon interpretata
da Jeff Beck e quella offerta dal neonato gruppo;
quest'ultima schiaccia la prima, con il suo incedere
lento e pesante come i passi di un gigante. Quando
Jeff Beck la ascoltò, si rese immediatamente
conto di avere a che fare con qualcosa di nuovo
e di straordinario.
Il primo capitolo della storia dei Led Zeppelin
è dunque sostanzialmente un confronto e
uno scontro con la storia del blues; la maggior
parte delle canzoni sono dei brani tradizionali,
perlopiù di Willie Dixon, maestro "saccheggiato"
a piene mani anche successivamente. L'affinità
con questa leggenda del blues sembra fatale; i
suoi brani sono un vulcano di riff e di spunti
d'improvvisazione preziosissimi. Anche i brani
originali presenti sul disco presentano queste
caratteristiche: riff pesantissimi che entreranno
nella storia (l'intro di "Good Times Bad
Times" che apre anche il disco, e il riff
portante di "Communication Breakdown"),
accompagnate dalle detonazioni di Bonham; su tutti
svetta l'incredibile voce di Robert Plant, una
voce portata agli eccessi dell'urlo, ai confini
tra il lamento e il piacere sessuale, più
vicina all'istintualità animale di Janis
Joplin che alla compassata compostezza di uno
Steve Winwood o di un Jack Bruce.
Ma il primo album dei Led Zeppelin non è
solo un omaggio alla tradizione blues o folk (pensiamo
alla dolcissima "Babe I'm Gonna Leave You",
cantata qualche tempo prima anche da Joan Baez);
è soprattutto ricerca e sperimentazione.
Lo "stregone" dei suoni dei Led Zeppelin
è Jimmy Page, autentico alchimista perennemente
in cerca di sfumature apparentemente impercettibili,
come un microfono più o meno lontano dall'amplificatore,
oppure come le mille possibilità timbriche
offerte dal nastro del riverbero. Molti di questi
esperimenti si concentrano nel brano che chiude
il primo lato, "Dazed And Confused".
Nonostante i testi piuttosto scadenti scritti
allora ancora da Page (basti pensare a frasi del
tipo: "Molta gente parla, ma pochi di loro
sanno che la donna è un essere inferiore")
la canzone è un autentico calderone di
suoni e colori timbrici; è anche l'occasione
per Page di sperimentare una soluzione assolutamente
curiosa, come quella di impiegare un archetto
di violino sulla chitarra. Il risultato colpisce
e stordisce, e anche dal vivo questa canzone costituirà
immancabilmente il momento "psichedelico"
dell'intera performance.
Il dirigibile si avvia così verso un futuro
sfolgorante, preparandosi così ad entrare
nei caotici anni '70, di cui diventerà
ben presto il simbolo e, infine, il monumento
da abbattere.
1. Good Times Bad Times
2. Babe I'm Gonna Leave You
3. You Shook Me
4. Dazed And Confused
5. Your Time Is Gonna Come
6. Black Mountain Side
7. Communication Breakdown
8. I Can't Quit You Baby
9. How Many More Times
I
commenti
francesco mara 22 luglio 2003
Vorrei
spendere alcune parole di elogio a favore
del batterista più sottovalutato della
storia del rock, "Bonzo" Bonham,
il re del controtempo, nonchè elemento
insostituibile della band, come dimostra lo
scioglimento di essa dopo la sua terribile
morte. ciao sei grande.
francesco
Dave 10 agosto 2002
Ha
fatto la storia del rock...Che dire??Incredibile
dall'inizio alla fine..
Wipeout 11 febbraio 2002
Incredibile
dall'inizio alla fine.Ascoltarlo è
un'emozione continua.
JIMMY 15 gennaio 2002
credo
che,inevitabilmente,LED ZEPPELIN I sia una
pietra miliare della storia dell'hard-rock...sin
da quandolo ascoltai su una vecchia cassetta
di mio padre a 9 anni capii subito qual'era
la vera musica...uno dei più grandi
album che avessero mai potuto fare...le mitiche
BABY I'M GONNA LEAVE YOU e COMMUNICATION BREAKDOWN...fantastico,e
poi l'intro in organo di YUOR TIME IS GONNA
COME..
ZoSo
19 dicembre 2001
qui
nasce la storia del rock
Fantaman
2 dicembre 2001
uno
dei dischi più completi della storia
del rock, difficile
esserne alla pari.La classe non è acqua!!!!
Sfregio82
19 novembre 2001
Un
ottimo dico per un altettanto ottimo gruppo.
Insieme ai DEEP
PURPLE hanno costruito il rock
Mandrake
13 novembre 2001
Scimmie?
Io direi SIGNORI! Sono i signori del Rock&Blues
Sono loro
che mi hanno dato l'ultima spinta verso questa
musica che è e resta La
Musica. Sono stati dei geni...propongo dei
templi sparsi nel mondo dove
poter andare a venerarli per poterli ringraziare
di aver fatto tanto.
Doc
G. 12 novembre 2001
tra
le tante cose che ho sentito sui led zeppelin
mi è rimasta
impressa questa, detta da Plant:" quando
ci siamo ritrovati a suonare per la prima
volta, ho capito che insieme avremmo fatto
qualcosa di veramente grande".
Jmmy Page 3 novembre 2001
very
good!!!!!!!
stes
10 ottobre 2001 A
parte l'imbecille così simpatico che
parla di scimmie... penso che i led zeppelin
siano un grandissimo guppo che pur sottovalutato
dalla critica di quegli anni è riuscito
a lasciare un'importantissima impronta nella
storia della musica già con il primo
album.
Alive 3 ottobre 2001 C'è
un solo modo per definirlo:
Il più grande disco rock della storia!
Axl 16 settembre 2001
Il
rock moderno, così come la leggenda
del Dirigibile,
nascono qui! Il miglior vocalist di tutti
i tempi, la chitarra parlante di Page (il
Bach del '900, una divinità che non
è seconda a nessuno), il basso rotolante
di Jones e le salve batteristiche di Bonham,
un vero
bombardiere, fanno di loro gli inventori del
rock moderno. Venerabili.
frau eva von zeppelin, fantasma di 9 agosto
2001
MA
COME SI PERMETTONO QUESTE 4 SCIMMIE URLANTI(ANZI
3 PERCHE' 1 E' MORTO), DI DISONORARE LA MEMORIA
DI MIO MARITO!!!!!!!!