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LED ZEPPELIN
Led Zeppelin I (Atlantic, 1969)
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di Matteo Cavallari scrivi un'email

Alla fine degli anni '60 il rock muore e resuscita dalle proprie ceneri, reinventandosi e trovando nuove forme di espressione. Una delle sue espressioni più interessanti è sicuramente quella che ci viene offerta da quella corrente di musicisti inglesi che, imparata la lezione dai grandi maestri del blues nero americano, interpretano in chiave europea quella musica maledetta proveniente dall'altra parte dell'oceano. È così che emergono grandi artisti come John Mayall, Van Morrison, Eric Clapton, Steve Winwood, Jeff Beck, veri protagonisti del cosiddetto "British Blues".

Ma ben presto, sopra i nomi di questi grandissimi artisti, inizia a stagliarsi l'ombra di un dirigibile che in parte offuscherà la fama di questi talenti. È l'immagine del primo album dei Led Zeppelin, foto che ritrae l’incendio del dirigibile Hindenburg nel 1937. I Led Zeppelin del primo album non sono certo dei novizi: John Paul Jones è un richiestissimo session man (ha prestato più volte il suo pianoforte e i suoi arrangiamenti orchestrali a numerosi artisti; "She's a Rainbow" dei Rolling Stones per fare un esempio), e così anche Jimmy Page, appena uscito dagli Yardbirds, deciso a formare un nuovo gruppo, nuovo anche nelle sonorità e nella direzione musicale. Per rendere fattibile il progetto, una volta accaparratosi l'appoggio di John Paul Jones, Page ha bisogno di trovare due autentiche forze della natura. Le trova in Robert Plant, biondo ed etereo cantante che nonostante i suoi modi piuttosto "agricoli", possiede una voce dalla potenza inaudita, ed in John Bonham, batterista dalle doti straordinarie e dal tocco decisamente poco leggero. L'equipaggio è pronto e il viaggio può iniziare. Il primo album (chiamato ormai prosaicamente dagli esegeti del rock "I", in realtà senza titolo) è il frutto maturato dalle session del neonato gruppo, il quale si confronta subito con la tradizione blues, come la maggior parte dei gruppi di allora faceva.

Ma c'era qualcosa di veramente nuovo? Per rendersene conto, è sufficiente ascoltare la versione di "You Shook Me" di Willie Dixon interpretata da Jeff Beck e quella offerta dal neonato gruppo; quest'ultima schiaccia la prima, con il suo incedere lento e pesante come i passi di un gigante. Quando Jeff Beck la ascoltò, si rese immediatamente conto di avere a che fare con qualcosa di nuovo e di straordinario.

Il primo capitolo della storia dei Led Zeppelin è dunque sostanzialmente un confronto e uno scontro con la storia del blues; la maggior parte delle canzoni sono dei brani tradizionali, perlopiù di Willie Dixon, maestro "saccheggiato" a piene mani anche successivamente. L'affinità con questa leggenda del blues sembra fatale; i suoi brani sono un vulcano di riff e di spunti d'improvvisazione preziosissimi. Anche i brani originali presenti sul disco presentano queste caratteristiche: riff pesantissimi che entreranno nella storia (l'intro di "Good Times Bad Times" che apre anche il disco, e il riff portante di "Communication Breakdown"), accompagnate dalle detonazioni di Bonham; su tutti svetta l'incredibile voce di Robert Plant, una voce portata agli eccessi dell'urlo, ai confini tra il lamento e il piacere sessuale, più vicina all'istintualità animale di Janis Joplin che alla compassata compostezza di uno Steve Winwood o di un Jack Bruce.

Ma il primo album dei Led Zeppelin non è solo un omaggio alla tradizione blues o folk (pensiamo alla dolcissima "Babe I'm Gonna Leave You", cantata qualche tempo prima anche da Joan Baez); è soprattutto ricerca e sperimentazione. Lo "stregone" dei suoni dei Led Zeppelin è Jimmy Page, autentico alchimista perennemente in cerca di sfumature apparentemente impercettibili, come un microfono più o meno lontano dall'amplificatore, oppure come le mille possibilità timbriche offerte dal nastro del riverbero. Molti di questi esperimenti si concentrano nel brano che chiude il primo lato, "Dazed And Confused". Nonostante i testi piuttosto scadenti scritti allora ancora da Page (basti pensare a frasi del tipo: "Molta gente parla, ma pochi di loro sanno che la donna è un essere inferiore") la canzone è un autentico calderone di suoni e colori timbrici; è anche l'occasione per Page di sperimentare una soluzione assolutamente curiosa, come quella di impiegare un archetto di violino sulla chitarra. Il risultato colpisce e stordisce, e anche dal vivo questa canzone costituirà immancabilmente il momento "psichedelico" dell'intera performance.
Il dirigibile si avvia così verso un futuro sfolgorante, preparandosi così ad entrare nei caotici anni '70, di cui diventerà ben presto il simbolo e, infine, il monumento da abbattere.


Recensioni collegate
Led Zeppelin - la Kalporzgrafia
Eric Clapton - Reptile
Jeff Beck - You Had It Coming
Jimmy Page & Black Crowes - Live At The Greek



8 agosto 2001


Track list:

1. Good Times Bad Times
2. Babe I'm Gonna Leave You
3. You Shook Me
4. Dazed And Confused
5. Your Time Is Gonna Come
6. Black Mountain Side
7. Communication Breakdown
8. I Can't Quit You Baby
9. How Many More Times



I commenti



francesco mara 22 luglio 2003
Vorrei spendere alcune parole di elogio a favore del batterista più sottovalutato della storia del rock, "Bonzo" Bonham, il re del controtempo, nonchè elemento insostituibile della band, come dimostra lo scioglimento di essa dopo la sua terribile morte. ciao sei grande.
francesco



Dave 10 agosto 2002
Ha fatto la storia del rock...Che dire??Incredibile dall'inizio alla fine..


Wipeout 11 febbraio 2002
Incredibile dall'inizio alla fine.Ascoltarlo è un'emozione continua.


JIMMY 15 gennaio 2002

credo che,inevitabilmente,LED ZEPPELIN I sia una pietra miliare della storia dell'hard-rock...sin da quandolo ascoltai su una vecchia cassetta di mio padre a 9 anni capii subito qual'era la vera musica...uno dei più grandi album che avessero mai potuto fare...le mitiche BABY I'M GONNA LEAVE YOU e COMMUNICATION BREAKDOWN...fantastico,e poi l'intro in organo di YUOR TIME IS GONNA COME..


ZoSo 19 dicembre 2001
qui nasce la storia del rock


Fantaman 2 dicembre 2001
uno dei dischi più completi della storia del rock, difficile
esserne alla pari.La classe non è acqua!!!!



Sfregio82 19 novembre 2001
Un ottimo dico per un altettanto ottimo gruppo. Insieme ai DEEP
PURPLE hanno costruito il rock



Mandrake 13 novembre 2001
Scimmie? Io direi SIGNORI! Sono i signori del Rock&Blues Sono loro
che mi hanno dato l'ultima spinta verso questa musica che è e resta La
Musica. Sono stati dei geni...propongo dei templi sparsi nel mondo dove
poter andare a venerarli per poterli ringraziare di aver fatto tanto.



Doc G. 12 novembre 2001
tra le tante cose che ho sentito sui led zeppelin mi è rimasta
impressa questa, detta da Plant:" quando ci siamo ritrovati a suonare per la prima volta, ho capito che insieme avremmo fatto qualcosa di veramente grande".



Jmmy Page 3 novembre 2001
very good!!!!!!!



stes 10 ottobre 2001
A parte l'imbecille così simpatico che parla di scimmie... penso che i led zeppelin siano un grandissimo guppo che pur sottovalutato dalla critica di quegli anni è riuscito a lasciare un'importantissima impronta nella storia della musica già con il primo album.


Alive
3 ottobre 2001
C'è un solo modo per definirlo:
Il più grande disco rock della storia!



Axl
16 settembre 2001
Il rock moderno, così come la leggenda del Dirigibile,
nascono qui! Il miglior vocalist di tutti i tempi, la chitarra parlante di Page (il Bach del '900, una divinità che non è seconda a nessuno), il basso rotolante di Jones e le salve batteristiche di Bonham, un vero
bombardiere, fanno di loro gli inventori del rock moderno. Venerabili.



frau eva von zeppelin, fantasma di
9 agosto 2001

MA COME SI PERMETTONO QUESTE 4 SCIMMIE URLANTI(ANZI 3 PERCHE' 1 E' MORTO), DI DISONORARE LA MEMORIA DI MIO MARITO!!!!!!!!


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