Rileggo
alcune delle mie recensioni sulle serate già
passate di “Live
in Kalporz!”, e mi accorgo che spesso
sono un profluvio di complimenti, superlativi,
“Serate imperdibili”, “concerto
magnifico” ecc ecc. Il fatto è che
tutti gli elogi per i gruppi che sono passati
da qui sono meritati; sul palco del “Calamita”
stanno passando alcuni tra i migliori gruppi italiani.
Peccato per la poca gente presente sabato sera,
quando invece il concerto dei Lecrevisse avrebbe
meritato gli applausi di un pubblico ben più
numeroso.
Ma torniamo alla musica, comunque, e mettiamoci
a ragionare per epoche storiche. Se quest’anno
siamo in pieno revival Jesus and Mary Chain (si
vedano i vari BRMC, Raveonettes…), non dovrebbe
tardare molto un’ondata di gruppi ispirati
dalla musica dei tardi ’80: qualcuno che
guarderà a “Disintegration”
dei Cure come
a un album imprescindibile (e lo è), che
tenterà di mischiare indole shoegazer e
suoni dark, fino a recuperare qualcosa anche dagli
Smashing Pumpkins più neri.
I giovani Ipekacuana, gruppo spalla di questa
sera, fanno già tutto questo (in anticipo
sul futuro hype, dunque), e lo fanno piuttosto
bene. Le imperfezioni tecniche del loro suonare
non cambiano comunque la buona impressione che
lasciano le loro canzoni scure e avvolgenti.
Confesso di aver aspettato la data dei Lecrevisse
con trepidazione particolare: il loro “(due.)”
è davvero uno dei miei dischi dell’anno,
e mi aspettavo dal loro concerto lo stesso eccitante
e sfrenato improvvisare, la stessa imprevedibile
fantasia sonora che mi aveva conquistato su disco.
Beh, aspettative perfettamente soddisfatte. I
cinque sul palco sembrano essere talmente affiatati
da poter affrontare qualunque canzone e trasportarla
nel loro universo sonoro: si fanno introdurre
dalla jazzata “Divertissement”, e
poi attaccano frontalmente addirittura “Jumpin’
Jack Flash” degli Stones,
riducendola a ipnotico sferragliare, a una zuffa
frenetica di chitarre. Un’altra cover, già
presente su disco, inchioda e conquista: “Com’è
profondo il mare” è resa con un’emotività
commovente, con una grazia nell’alternare
pieni e vuoti che davvero non è comune.
Quando si dedicano alle loro canzoni, poi, il
risultato è altrettanto eccitante: la sfuriata
impazzita di “Fleurette”, la dolce
violenza di “Origami”, il cuore stupendo
e libero di “Little box” sono i vertici
assoluti di questa serata.
I Lecrevisse hanno una maturità di suono
impressionante, ancora di più se si torna
ad ascoltare l’omonimo disco del 2000: allora
erano solo una buona band con buone canzoni, adesso
sono qualcosa di davvero speciale.
collegamenti su MusiKàl!
Live in Kalporz! - il
palco del nuovo rock indipendente
Lecrevisse - (due.)
Black Rebel Motorcycle Club - Take
Them On, On Your Own
Black Rebel Motorcycle Club - BRMC
Jesus And Mary Chain - Psychocandy
Cure - la
Kalporzgrafia
Smashing Pumpkins - Earphoria
Smashing Pumpkins - Greatest
Hits
Smashing Pumpkins - Siamese
Dream