"Songs and stories": è questo
il titolo dello spettacolo che Laurie Anderson
mette in scena questa sera. Un concerto antologico,
con poche concessioni alle sperimentazioni visuali
delle sue ultime performance, dalle quali sembra
distaccarsi volutamente: musicisti disposti a
semicerchio, costantemente illuminati da tenui
luci viola; Laurie Anderson ingabbiata da una
selva di microfoni, tastiere, sequencer e l'immancabile
violino, con le luci bianche a staccarla dall'anonimo
fondale scuro.
Descritto così, sembrerebbe un normalissimo
concerto pop, e anche l'iniziale "Strange
angels" sembra confermarlo, ma questa è
solo un'impressione fugace: è bene tenere
a mente che niente può essere normale quando
sul palco c'è questa bella signora per
la quale sperimentare non è un vezzo ma
una vocazione.
Spesso la voce rinuncia al cantato, per distendersi
in un recitativo ipnotico, pieno di energia trattenuta
a stento: nonostante le basi elettroniche non
siano opprimenti, e le canzoni appaiano in una
veste quasi dimessa, "Songs and stories"
non è uno spettacolo semplice da seguire.
Il pubblico apprezza, ma in maniera freddina,
quasi fosse stato attratto nella splendida cornice
della Pilotta più dall'evento in sé
che non dalla proposta musicale dell'artista.
Non è un concerto pop, è bene ribadirlo:
la teatralità è evidente in ogni
singolo istante, sia nelle canzoni (soprattutto
nella sarcastica "Beautiful red dress"),
sia nei suoi racconti, che la Anderson legge in
italiano, con una scioltezza e una capacità
davvero sorprendente; se ci sono teatralità
e sperimentazione, è però l'ironia
a non mancare mai, ed è proprio questo
che la distacca dalle schiere di seriosi avanguardisti
e salvatori dell'arte.
Due ore passate ad osservare il geniale mondo
di un'artista totale e della sua home made technology,
che sa unire melodie pop a strumenti di surreale
ingegno (gli occhiali che amplificano ogni rumore
prodotto colpendo la testa, ad esempio), il contatto
col pubblico alla teatralità più
marcata: anche in questa veste più intima
e minimale, Laurie Anderson dimostra di essere
un nome imprescindibile nella musica e nell'arte
contemporanea.
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