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LALLI
Concerto al Calamita di Cavriago (RE) (17 ottobre 2003)
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di Daniele Paletta scrivi un'email

Dopo l'anteprima di sabato scorso con Marco Parente, in comune con Live in Kalporz, tocca alla cantautrice Lalli dare il via alla parte reggiana della rassegna "Acusticamente".

Tavolini raccolti davanti al palco, candele, luci soffuse e atmosfera intima: la situazione migliore per godere delle sfumature delle canzoni di questa donna piccola ma dotata di una presenza e di una voce magnetica. Difficile non lasciarsi conquistare dalle sue storie, raccontate per rendere giustizia alle piccole cose.

Il concerto inizia con "Stella", e, sulle note dal vago profumo mediterraneo, mi tornano in mente le parole del fido chitarrista Pietro Salizzoni durante il soundcheck: "Mi raccomando, massimo risalto alla voce, è importante che arrivino le parole." Le parole, già. Tenere e commoventi come regali inattesi ("Chenini", il racconto di un momento minimo e magico, la pioggia che torna a cadere dopo anni su un villaggio berbero), ma anche dure e impietose: l'introduzione parlata ad "Aria di Buenos Aires" (ripulita dalle chitarre elettriche, sinuosa e incantevole) gela il sangue, così come la melodia irreale de "La fiaba di Nushe".

Storie che meritano di essere raccontate, storie che incantano, porte al pubblico da una voce davvero stupenda. Non è difficile lasciarsi emozionare da queste canzoni: Lalli sembra rivivere ogni parola di quello che canta, cammina avanti e indietro in pochi centimetri di palco, e ti inchioda. Sul finale del concerto cerca sempre meno il contatto col pubblico, lasciato totalmente in balia delle sue canzoni, non prima di aver omaggiato De André con la sua "Ave Maria" e di aver sparso nell'aria seduzioni jazz con un'inattesa "My funny Valentine": splendide "Testa storta" (già nella colonna sonora di "Preferisco il rumore del mare" di Mimmo Calopresti) e la conclusiva dedica al padre in "Brigata partigiana Alphaville".

Non è da tutti saper arrivare al cuore sussurrando: Lalli lo sa fare. Canzone d'autore ad altissimo livello. Un concerto davvero emozionante.



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Marco Parente - le recensioni
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20 ottobre 2003




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