Una
notte di canzoni quella di venerdì 6 nella
incantevole cornice della Villa Arconati. La prima
a salire sul palco è Nada, in una strana
formazione a tre insieme a Fausto Mesolella e Ferruccio
Spinetti degli Avion Travel. Solo la sua voce, un
contrabbasso e una chitarra acustica, per rispolverare
vecchi successi, "Ma che freddo fa" e
"Il cuore è uno zingaro" con cui
apre l'esibizione, proporre un inedito, qualche
canzone tradizionale e omaggiare Piero Ciampi. Il
tutto con una voce straordinaria attesa a questo
punto alla prova di un disco nuovo che dovrebbe
uscire in autunno, come lei stessa annuncia dal
palco. Poi salgono i La Crus che danno il via al
concerto con le note affascinanti dello strumentale
"Da un'altra parte" e poi con le tinte
scure di "Natura Morta in paradiso", proprio
la canzone con cui si apriva il loro esordio. Un
concerto in cui vengono mostrate tutte le sfaccettature
della musica del gruppo milanese, abili costruttori
di atmosfere inquietanti e claustrofobiche, "Dov'è
finito Dio?", "Correre" e soprattutto
una straordinaria "Tutto fa un po' male",
ma soprattutto eccellenti interpreti di canzoni.
Che poi queste appartengano a loro o siano state
scritte da altri fa poca differenza, perché
la malinconia di "Come ogni volta", senza
dubbio una delle più belle canzoni degli
ultimi dieci anni, o di "Soltanto Amore"
si sposa alla perfezione con i suoni scarni e intimi
di "Dentro Me" o di "Annarella".
L'atteso incontro tra il gruppo milanese e Nada
si materializza per la rilettura di "Il vino"
di Piero Ciampi, se possibile ancora più
struggente del solito. E avviene di nuovo in chiusura
di concerto, dopo essere stati cullati da una incantevole
versione solo chitarra e voce de "L'illogica
Allegria" di Gaber. Questa volta è "Insieme
Mai" di Nada a scorrere tormentata e fascinosa
più che mai.