Una
serata sorprendente che inizia con l'esibizione
di Pacifico, un esempio interessante di come si
possa aggiornare la tradizione cantautorale italiana.
Mezz'ora circa di commistione tra suoni elettrici
ed elettronica e qualche brano piacevole, dopo cui
salgono sul palco i due ragazzi di Bergen.
La differenza tra i Kings of Convenience e gli altri
gruppi acustici?
L'ironia. E' sorprendente vedere i due ragazzi norvegesi
salire sul palco
senza nient'altro che le loro chitarre e iniziare
il concerto come niente
fosse, suonando le loro delicate ballate acustiche
e divertendosi a scherzare con il pubblico e a smontare
il proprio giocattolo. Sembrano voler stemperare
la nostalgia che fa parte della loro musica, sembrano
voler allontanare il rischio di prendersi troppo
sul serio.
Così Erlend, il dinoccolato ragazzo con i
capelli rossi e gli occhiali,
avanza verso il pubblico e scende dal palco, come
se fosse la cosa più naturale del mondo.
Eirik il ragazzo con i capelli castani, prende una
macchina fotografica e scatta qualche foto a noi,
al pubblico, per conservare un ricordo da portare
alla mamma, dice.
In mezzo, certo, ci sono le canzoni. Belle come
erano su "Quiet
is the new loud", piccoli e essenziali
racconti affidati alle due chitarre e alle due voci.
Così la splendida "Winning a battle
loosing a war" e la celebre "Toxic girl",
così "Failure" e "Leaning
against the wall". Più che Simon and
Garfunkel, vengono alla mente gli abissi di malinconia
di Red House Painters e Nick
Drake. In mezzo il momento in cui Erlend si
siede al piano e affiora il delizioso umore jazz
di "Singinig softly to me", di "The
girl form back then" e di una scintillante
rilettura di "Little Kids".
Poi un'infinità di scherzi. La rilettura
di "Glory Box" dei Portishead dove Erlend
canta con il massimo trasporto "I just want
to be a woman"... E ancora i bis, con "Free
fallin' " di Tom Petty accompagnata dal coro
del pubblico, istruito dai due, e un remix di Cornelius,
trasmesso in sala mentre sul palco salgono una decina
di persone a ballare insieme ai musicisti. Ma questa
era già una piccola follia, il concerto in
realtà si era già concluso.
Chiara 29 novembre 2001
Nella
sua infinita semplicità è stato
intenso, toccante e...non ho mai riso così
tanto in vita mia.Mi sono divertita come non
mai...ringrazio M&R (TUTTI E DUE!!!!!!!!)
per avermici tarscinato...ops...portato!
Chiara