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KING CRIMSON
Concerto alla Centrale del tennis (Roma) (24 giugno 2003)
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di Raffaele Meale scrivi un'email

I King Crimson che stasera hanno intrattenuto per un'ora e mezza il pubblico romano sono una creatura quasi unica all'interno del panorama musicale rock: hanno attraversato trent'anni di musica mutando faccia senza perdere mai l'ago della bilancia della propria musica. Questo grazie al genio - non solo chitarristico - di Robert Fripp, personaggio schivo, poco amante della scena.

E il concerto alla Centrale del tennis è debitore in tutto e per tutto del carattere introverso del leader: scenografia scarna, niente fronzoli inutili, quello che conta è la musica. E che musica! La formazione è quella, oramai consolidata, che vede Fripp affiancato da Adrian Belew (nella band dal 1981), Trey Gunn e Pat Mastelotto. Un quartetto di musicisti capaci di ammutolire chiunque. Comunque, chi si aspettava il tipico concerto-revival che annualmente gruppi storici vanno a proporre durante l'estate, sarà rimasto atrocemente deluso: Fripp non concede quasi nulla del repertorio più famoso, non c'è nulla (o quasi) di prog nella musica che la band propone.

Si torna indietro con la memoria, al massimo, fino a "Discipline". Scelta coraggiosa ma che mi trova perfettamente d'accordo: dopotutto la band ha sfornato, negli ultimi due decenni, album di tutto rispetto di cui alcuni, come il già citato "Discipline" perfettamente in grado di competere con i lavori storici. E il suono della band in questi venti anni ha trovato una dimensione del tutto diversa rispetto a quello proposto nei primi anni '70: le intuizioni crudeli e aspre di "Red" sono state portate all'estremo, mentre Fripp si è dato alle collaborazioni più disparate, da Eno ai Talking Heads passando per David Sylvian. Il risultato è un muro di suono di una violenza devastante, nel quale il rumore trova una collocazione creativa, sia nelle strofe che nei lunghi assoli.

L'ultimo album, "The Power to Believe", viene interpretato con una compattezza e un vigore che non possono che giovargli, dalle poche parole filtrate di Belew che danno il via al concerto fino a quel certosino studio dei tempi dispari che è "Happy With What You Have to Be Happy With", nel quale un Belew in splendida forma dà il meglio di sé. A volte si ha quasi l'impressione che Fripp, seduto in un angolo del palco senza mai mostrare il volto al pubblico, sia lì a controllare che tutto vada come deve andare. Poco alla volta scivolano via tutti i pezzi, sorta di riepilogo nel quale trovano spazio brani di "Discipline", "Three of a Perfect Pair" e "ConstruKction of Light": le suite diventano un'occasione per lasciarsi andare a improvvisazioni, nelle quali il gruppo dimostra un ottimo affiatamento, e nelle quali risplendono la velocità e la pulizia di Gunn e l'energia travolgente di Mastelotto.

Il rock è la musica classica dei nostri tempi, e quando Fripp e Belew si mettono a dialogare facendo uscire dalle chitarre fraseggi orchestrali tutto si fa più chiaro e palese. Musica classica, rumorismi e dissonanze, pause acustiche, atmosfere soffuse pronte a esplodere nella violenza, tutto questo sono oggi i King Crimson. Che alla fine si congedano regalando ad un pubblico paziente ed entusiasta "Red", riproposta in tutto il suo splendore e la sua avanguardia sonora. Tutti a fare un inchino, sta passando il Re Cremisi. Sono più di trent'anni che passa, e non è mai stato nudo.


collegamenti su MusiKàl!
King Crimson
- The Power To Believe
- Concerto a Gardone Riviera
- Construkction Of Light
- B' Boom
- Discipline
- Red
- Lark's Tongues in Aspic
- In The Court Of The Crimson King



25 giugno 2003




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