L'ambientazione è davvero affascinante,
il castello estense a fare da corte al Re Cremisi,
alla sua musica senza tempo, musica high tech
con la patina dell'antico. Robert Fripp attraversa
i decenni con la sua creatura immarcescibile,
eternamente giovane: forse il trucco sta nel cambiamento
relativamente frequente, nel sovrintendere alle
operazioni dall'alto - autentico deus ex machina
- senza lasciarsi vedere, lasciando agli altri
la front line, le luci del palco.
E in ombra Fripp lo è davvero, durante
lo show, fisicamente e idealmente: non saluta,
non esce dalle quinte per gli applausi. Impone
però la sua volontà: ansiosamente
gli addetti alla sorveglianza intercettano il
minimo segnale di fumo, sigarette e affini non
sono graditi, il Re tuona, fulmina e alla fine
decapita i trasgressori. Idem per foto e video:
dice bene un fan - redarguito da un suo pari per
aver osato introdurre a corte (anzi doveva ancora
entrarci a corte!) una macchina fotografica e
aver così messo a rischio il concerto (per
uno sgarro il Re potrebbe lasciare tutti all'asciutto
a metà opera): tira brutt'aria quando la
gente inizia a sentire così la volontà
del
nume!
Beh, quanto a noi, accaniti non fumatori, ci è
andata grassa; dunque inchiniamoci al sire e salamelecchi.
Inchiniamoci anche alla musica - gustata fin
dall'inopinato soundcheck: sontuosa, devastante,
che fa piegare umilmente la testa; a parte alcuni
pezzi (da "Discipline",
"Three Of A Perfect Pair", "Thrak",
"The Construkction
Of Light",) la parte del leone la fa
l'ultima fatica della band, "The
Power To Believe", certamente uno degli
album più potenti dei Crimson, ennesima
dimostrazione delle immense possibilità
delle chitarre di Belew e Fripp e, soprattutto,
consacrazione definitiva per Trey Gunn e la sua
Warr-Guitar, autentica macchina da guerra (quella
"r" di troppo!), tuttofare dall'estensione
strabiliante, che sarebbe veramente riduttivo
definire semplicemente come basso. Tutti insieme
insinuano - o meglio continuano ad insinuare -
nell'ascoltatore l'idea che le tastiere, anche
le più moderne e tecnologiche, siano in
fondo vecchiume preistorico e superato: soprattutto
inutili. Il profeta e maestro del mellotron ha
da tempo scoperto di poter fare tutto con la chitarra
a tracolla e un computer al fianco.
Quale sarà la prossima mossa del Re? Certo
l'alternanza di momenti di calma e di esplosioni
di violenza strumentale - caratteristica crimsoniana
che giustamente rileva Raffaele Meale nella sua
recensione
del concerto romano - appare più che
altro un'astrazione: i primi sono sempre più
ridotti a brevi introduzioni delle abbaglianti
performance tecniche del quartetto, strutturalmente
assai simili fra loro.
Il topolino che corre sulla ruota accelera, decelera,
può correre a velocità strabiliani
o prendersela con comodo: in ogni caso gira a
vuoto e non procede. Il rischio è che il
Re possa rimanere intrappolato nella ruota che
si sta fabbricando da sé. E l'insoddisfazione
dei sudditi per i suoi doni, panem et circenses,
potrebbe diventare qualcosa di più consistente
che un miraggio.
collegamenti su MusiKàl!
King Crimson
- Concerto
a Roma
- The Power To
Believe
- Concerto a Gardone
Riviera
- Construkction Of Light
- B' Boom
- Discipline
- Red
- Lark's Tongues in Aspic
- In The Court Of The Crimson
King