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KING CRIMSON - Concerto al Ferrara (28 giugno 2003)

di Federico Olmi

L'ambientazione è davvero affascinante, il castello estense a fare da corte al Re Cremisi, alla sua musica senza tempo, musica high tech con la patina dell'antico. Robert Fripp attraversa i decenni con la sua creatura immarcescibile, eternamente giovane: forse il trucco sta nel cambiamento relativamente frequente, nel sovrintendere alle operazioni dall'alto - autentico deus ex machina - senza lasciarsi vedere, lasciando agli altri la front line, le luci del palco.

E in ombra Fripp lo è davvero, durante lo show, fisicamente e idealmente: non saluta, non esce dalle quinte per gli applausi. Impone però la sua volontà: ansiosamente gli addetti alla sorveglianza intercettano il minimo segnale di fumo, sigarette e affini non sono graditi, il Re tuona, fulmina e alla fine decapita i trasgressori. Idem per foto e video: dice bene un fan - redarguito da un suo pari per aver osato introdurre a corte (anzi doveva ancora entrarci a corte!) una macchina fotografica e aver così messo a rischio il concerto (per uno sgarro il Re potrebbe lasciare tutti all'asciutto a metà opera): tira brutt'aria quando la gente inizia a sentire così la volontà del… nume!
Beh, quanto a noi, accaniti non fumatori, ci è andata grassa; dunque inchiniamoci al sire e salamelecchi.

Inchiniamoci anche alla musica - gustata fin dall'inopinato soundcheck: sontuosa, devastante, che fa piegare umilmente la testa; a parte alcuni pezzi (da "Discipline", "Three Of A Perfect Pair", "Thrak", "The Construkction Of Light",) la parte del leone la fa l'ultima fatica della band, "The Power To Believe", certamente uno degli album più potenti dei Crimson, ennesima dimostrazione delle immense possibilità delle chitarre di Belew e Fripp e, soprattutto, consacrazione definitiva per Trey Gunn e la sua Warr-Guitar, autentica macchina da guerra (quella "r" di troppo!), tuttofare dall'estensione strabiliante, che sarebbe veramente riduttivo definire semplicemente come basso. Tutti insieme insinuano - o meglio continuano ad insinuare - nell'ascoltatore l'idea che le tastiere, anche le più moderne e tecnologiche, siano in fondo vecchiume preistorico e superato: soprattutto inutili. Il profeta e maestro del mellotron ha da tempo scoperto di poter fare tutto con la chitarra a tracolla e un computer al fianco.

Quale sarà la prossima mossa del Re? Certo l'alternanza di momenti di calma e di esplosioni di violenza strumentale - caratteristica crimsoniana che giustamente rileva Raffaele Meale nella sua recensione del concerto romano - appare più che altro un'astrazione: i primi sono sempre più ridotti a brevi introduzioni delle abbaglianti performance tecniche del quartetto, strutturalmente assai simili fra loro.

Il topolino che corre sulla ruota accelera, decelera, può correre a velocità strabiliani o prendersela con comodo: in ogni caso gira a vuoto e non procede. Il rischio è che il Re possa rimanere intrappolato nella ruota che si sta fabbricando da sé. E l'insoddisfazione dei sudditi per i suoi doni, panem et circenses, potrebbe diventare qualcosa di più consistente che un miraggio.


collegamenti su MusiKàl!
King Crimson
- Concerto a Roma
- The Power To Believe
- Concerto a Gardone Riviera
- Construkction Of Light
- B' Boom
- Discipline
- Red
- Lark's Tongues in Aspic
- In The Court Of The Crimson King

 

1 luglio 2003

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