Ascoltare il primo disco live dei Wilco con gli
occhi ancora appagati del bellissimo concerto
che Tweedy e soci han tenuto questo settembre
alla festa dell'unità di Milano potrebbe
mandare a monte qualsiasi vaga pretesa di oggettività
che si aspetta da una critica musicale attenta
e precisa. In fondo, stiamo parlando di una delle
band che meglio è riuscita a coniugare
il verbo della tradizione americana con certo
pop colto. Cos'altro aspettarsi infatti, da uno
che passa dalle sbronze con Jay Farrar alle suite
psichedelico-strumentali con Jim O'Rourke? Kicking
Television" è un'attenta documentazione
della band lungo il suo ultimo cammino sonoro,
quello di "Yankee
Hotel Foxtrot" e "A
Ghost Is Born". Le tappe insomma, che hanno
proiettato i chicagoani nell'Olimpo del rock grazie
ad una musica cristallina e bellissima, che faceva
maturare i germogli di "Summerteeth" (qui rappresentato
da "Via Chicago" e "A Shot In The Arm") e si dimenticava
del country di "A.M.", del quale infatti non v'è
traccia.
Sul palco accanto a Tweedy, oltre alla band,
troviamo quindi i fantasmi di Gram Parsons, di
Woody Guthrie (qui omaggiato da "One By One" e
"Airline To Heaven", estratti da "Mermaid Avenue",
i due dischi in cui - assieme a Billy Bragg -
si musicavano alcuni testi inediti del singer),
di Brian Wilson e di Neil
Young. Un'anima poliedrica che si esprime
attraverso una scaletta che non lascia spazio
a dubbi o contestazioni. E' perfetta in tutto
e per tutto. Non c'è una canzone brutta - ma diciamolo:
brutta canzone non può essere avvicinato
ai Wilco - e riesce a proiettarti nell'atmosfera
che la band sa ricostruire sul palcoscenico. Un
rock che ti avvinghia e non ti lascia respirare
per tutta la sua durata. Dalla quiete di "Hummingbird"
e "Ashes of Americans Flag" alle deflagrazioni
di "At Least That's What You Said" ("Questa canzone
è Dio" ebbe a dire un mio amico in quel
di Milano. Ha ragione. Quelle chitarre urlano,
bruciano e ti incidono per la vita) e "Spiders
(Kidsmoke)", passando per il rock'n'roll sbarazzino
di "Heavy Metal Drummer" e "I'm the Man Who Loves
You", il folk di "Combany in my Back" e "Muzzle
Bees" e tante altre ancora.
Un disco dalle infinite sfaccettature, che esula
dai normali confini del live come prodotto fine
a se stesso & per fanatici terminali. E' invece
un decisivo tassello che conferma quanto Tweedy
e soci siano ormai artefici di una delle più
belle realtà della musica pop oggi in circolazione.
Manco a dirlo, come ogni cosa a nome Wilco, fondamentale.
collegamenti su MusiKàl!
Wilco - A
Ghost Is Born
Wilco - Yankee
Hotel Foxtrot
Wilco - Concerto
a Chiari (BS)
Neil Young - le
recensioni
Woody Guthrie - Dustbowl
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Beach Boys - Pet
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Jim O'Rourke - I'm
Happy, And I'm Singing, And A 1,2,3,4
Jim O'Rourke - Insignificance