Ad ogni uscita de “il fu Mad” Richard
la domanda che mi pongo è sempre la stessa:
e se non fosse stato il cantante dei Verve? Avrei
mai preso seriamente in considerazione la sua
carriera? L’avrei mai considerato diversamente
da un James Blunt a caso il cui video passerebbe
esattamente dopo “Break The Night With Colour”?
Non possiamo saperlo, anche se il dubbio da sempre
mi attanaglia. E in occasione della sua terza
uscita solista questo pensiero si insinua ancora
di più. Certo, Ashcroft ha dalla sua una
discreta classe e un timbro personale e riconoscibile;
peccato che questo “Keys Of The World”
passi inosservato come l’acqua sotto i ponti.
Grazie a non so quale dio qualcuno l’ha
convinto ad abbandonare in parte le invadenti
orchestrazioni di archi che, dopo solo due album,
erano già diventate un ingombrante marchio
di fabbrica, e a recuperare un po’ di ritmo
che unito a un cantato più soul non può
che riportarci alla mente l’ultimo Paul
Weller (“Music Is Power” e la
title track). Oltre a una vaga rivisitazione della
grinta stonesiana (“Why Not Nothing?”,
il pezzo migliore, non per niente messo in apertura)
rimangono le ballate. Più e più
volte Ashcroft si è dimostrato un vero
professionista del mid-tempo ma – tornando
al ragionamento di partenza – sembra tutto
troppo regolare e “normale”, senza
l’ambient, la psichedelia, lo shoegaze,
o come volete chiamarlo, della sua vecchia spalla
McCabe. È chiaro che il buon Richard abbia
voluto staccarsi da quel passato con un’attitudine
più cantautoriale che l’ha portato
a show in solitaria totale. È il coraggio
di voler ricominciare da zero. Ma allora perché
ancora oggi andando ad un suo concerto la gente
non aspetta altro che l’ennesima esecuzione
di Bittersweet Symphony? E soprattutto: perché
continuare a suonarla se si vuole ricominciare
da zero?
La risposta è tutta qui. Mettendo sul
piatto “Keys To The World” si potranno
passare dei minuti senza dubbio piacevoli ascoltando
del pop inglese che con grazia entra da un orecchio
per uscire dall’altro. E, purtroppo, si
potrà constatare come Ashcroft non sia
riuscito ancora a tirare fuori dal cilindro qualcosa
di davvero importante come tutti noi speriamo
sempre possa tornare a fare.
collegamenti su MusiKàl!
Richard Ashcroft - Human
Conditions
Richard Ashcroft - Concerto
al Rolling Stone (MI)
Richard Ashcroft - Concerto
a Nonantola (Mo)
Paul Weller - le
recensioni
Rolling Stones - le
recensioni