Hanno fatto praticamente tutto da soli i due
Kills, VV e Hotel, nomi d'arte di Alison Musshart
e Jamie Ince. Tutto quello che sta su questo loro
chiacchierato disco d'esordio è stato scritto
e suonato dai due. La musica incisa su "Keep
on Your Mean Side" lascia pochi equivoci
sulle ispirazioni dei Kills.
Blues, è questa la parola magica, cupo,
crudo e sentito. Reso destrutturato e ruvido come
fossero dei novelli Royal Trux o la PJ
Harvey di "Rid
Of Me", e tremendamente attuale, senza
un briciolo di indulgenza. E' così la fulminante
sequenza con cui si presentano: "Superstition",
"Cat Claw" e "Pull a U". Musica
ridotta all'osso, ritmo secco, dettato talvolta
da una sola batteria elettronica, chitarre laceranti.
Rappresentano il lato nascosto e forse più
eccitante del ritorno al rock'n'roll degli ultimi
tempi. A tratti si ispirano alle stesse atmosfere
claustrofobiche dei Suicide, ma suonate da un
gruppo che guarda alle radici del rock. A tratti
inseguono trame di blues ipnotico e acido, "Kissy
Kissy", "Hitched" e "Black
Rooster", piene di ritmo e della sensualità
della voce di VV. Altre volte sembra inseguano
lo spettro degli Stooges, "Fuck the People",
dove traboccano rabbia e frustrazione.
Senza dimenticare i momenti più quieti
di "Keep on Your Mean Side".
Una ballata vellutata intitolata "Wait",
ma anche "Monkey 23", una di quelle
canzoni come avrebebro potuta scriverla i Rolling
Stones nei primi anni settanta. E poi giusto in
chiusura "Gypsy Death & You", poco
più di due minuti affidati a una chitarra
acustica e alla voce di VV, che sigillano in modo
incantevole l'esordio dei Kills.
collegamenti su MusiKàl!
PJ Harvey - la
Kalporzgrafia
Suicide - Concerto
al Classico Village (Roma)
Suicide - Suicide