Negli ultimi anni l’Inghilterra ci ha abituati
ad enormi valanghe di fuffa. Ecco perché ogni
volta che esce una nuova formazione siamo soliti
tenere un atteggiamento a metà tra il cinico,
il prevenuto e il prudente che: “comunque questo
fra due anni non se lo ricorda più nessuno”. L’elenco
di band e dischi che hanno goduto di questo abbaglio
nazionalpopolare (in cui anche noi siamo spesso
cascati) è sterminato ed ammettiamo di aver inizialmente
guardato anche i Kasabian come una di queste formazioni.
Ma c’è qualcosa che non torna. Già solo l’attacco
di “Club Foot”: una botta micidiale che lascia
attoniti. Poi arrivano “Processed beats”, “Reason
is Treason”, “L.S.F.”… insomma, questa volta si
è davanti a qualcosa di veramente valido. Inizialmente
il sound a metà tra Primal Scream e Stone Roses
(con una punta di Kula Shaker qua e là) potrebbe,
effettivamente, far storcere il naso ai difensori
integerrimi dell’indiesmo più radicale
o del cerebralismo più ebete, ma ascolto dopo
ascolto, resistere a questo disco è, se non impossibile,
estremamente arduo. Il beat ossessivo, l’elettronica
e il ritmo trascinante, le chitarre e la voce
che finalmente esprime una personalità lasciano
pochi dubbi sul valore di un’opera prima decisamente
riuscita.
Se poi fra due anni, effettivamente, nessuno
si ricorderà più dei Kasabian – che sembrano di
Man(d)chester ma sono di Leicester – ci cospargeremo
il capo di cenere ed ammetteremo l’ennesimo abbaglio.
Ma ora come ora questo disco, se preso di pancia,
sembra “spaccare” e sembra farlo senza alcuna
voglia di smettere. Tra gli esordi dell’anno e
tra i più ballati, sicuramente.
collegamenti su MusiKàl!
Primal Scream - Evil
Heat