• Home
  • Info
  • Archivio
  • Collabora
Kalporz

Kalporz

  • Recensioni
  • Caspiterina!
  • Live Report
  • Speciali
  • News
  • Puorz du Cinema

KASABIAN - Concerto al Transilvania Live (Milano) (29 gennaio 2005)

di Paolo Bardelli

Sirchia non ha influenzato poi molto la performance dei Kasabian. Eh sì, perché questa storia della legge antifumo ha dei riflessi anche sui concerti, soprattutto se sono nei club. Il fumo dà fastidio, su questo siamo tutti d’accordo, ma vuoi mettere l’atmosfera sul palco e nel locale se le luci sono soffuse e velate da una sottile patina di fumo! Ecco la soluzione: al Transilvania di Milano si sono attrezzati con le macchine sparafumo, e il gioco è fatto. Entrando nel club si poteva godere della solita atmosfera ovattata. Mancavano solo i Kasabian sul palco.

Prima del concerto, bisogna ammetterlo, si era assaliti dal solito timore da next big thing: c’è talmente poca roba nuova in giro che se anche i Kasabian si rivelano una fregatura qui bisogna mandare tutti a vendere i broccoli. Invece la band di Leicester ci ha dato davvero dentro. La psichedelia che aleggia sulle track del debutto è stata ben ricreata anche dal vivo, ma soprattutto evidente e lodevole è stata la carica sprigionata dai quattro. Subito una specifica: il gruppo ufficiale è a quattro, ma c’era ovviamente anche un batterista e quindi on stage la band era a cinque. Che sia il chitarrista Sergio Pizzorno il leader si è palesato anche dal posizionamento sul palco, lui in mezzo e il cantante sul lato destro… visto poche volte un cantante che non ha il ruolo da primadonna. Del resto Pizzorno canta anche un paio di pezzi: non per cercare subito delle magagne, ma gli equilibri interni non saranno di certo facili nei Kasabian con questo dualismo che porta sempre scompigli.

Ma torniamo al concerto. Ci sono stati momenti davvero coinvolgenti: quando in “Reason Is Treason” entra l’arpeggiatore i bassi hanno sparato a mille e il rapimento degli spettatori è stato generalizzato. “L.S.F.” è sembrata una hit di quelle già evergreen e “Processed Beats” ha fatto saltare e ballare con il suo perfetto ritmo Kula Shaker. Il cantato di Tom Meighan è stato, a tratti, quasi rappeggiante, una connotazione che non emerge chiaramente sul cd ma che dal vivo è invece più marcata. Non sono mancate, a dire il vero, parti meno riuscite e tutte per colpa dell’effetto “ingabbiamento da basi”: c’era Christopher Karloff agli arnesi elettronici (che suona con una chitarra sinth!), però c’erano anche tante basi che, inevitabilmente, a volte non hanno lasciato partire i pezzi. I Kasabian dovrebbero perdere la paura di non far suonare le canzoni “come sul cd” ed essere più liberi: in fondo suonare dal vivo è proprio questo.

Chiusura poi affidata a “Club Foot”, finale alla grande dopo un’ora e dieci di concerto (ma non poteva essere altrimenti con un solo album in discografia). Sirchia avrà ragione, il Transilvania avrà anche salvaguardato il fascino del concerto, ma finita “Club Foot” tutti fuori a fumarsi la meritata paglia.

collegamenti su MusiKàl!
Kasabian - Kasabian


 

1 febbraio 2005

© 2010 Kalporz. All Rights Reserved.

Delicious font by exljbris. Powered by Wordpress. Designed by Woo Themes