La
west coast che non ti aspetti. Né Dre,
né Tupac né niente del genere. Kam
è stato per molti anni un rapper fuori canone.
Un rapper da Centro Sociale, un pensatore e un attivista.
Innamorato dell'Islam e di Farrakhan (leader della
Nation of Islam), e combattuto dal culto del ghetto
che aveva fatto grandi i suoi maestri. Blood e Crips,
le gang, significavano black power, ma significavano
anche sangue. E Kam mirava a altro. Preso sotto
tutela da Ice Cube, debutta col primo "Neva
Again" nel '93. Due anni dopo, "Made In
America". Le liriche sono impegnate. Sono più
simili all'edutainment di Krs One che al
nuovo standard dell'hip hop di Compton. Dre, Snoop
e tutta la famiglia cercano dollari, droga, potere
e fama. Le armi giuste per scalare la società
dei bianchi. Kam invece ha una visione sociopolitica
di tutt'altro genere. E se Farrakhan approva e ringrazia,
il mercato lo ignora. Un vero peccato. Fatto sta
che dopo sei anni Kam ritorna alla musica, ma qualcosa
è cambiato...
Resta la militanza, è cambiata la voce
che la canta. "Kamnesia", sembrerà
assurdo, è un album quasi commerciale.
Quasi, perché gli argomenti sono quelli,
gli intenti chiari e recisi. Ma le basi proprio
non son le stesse. La scelta dei suoni caldi,
melodici, lo stile classico californiano, lo riportano
tra noi. Resta che la sua gente era abituata a
un approccio diverso. I loop orecchiabili e i
ritornelli facili facili potrebbero essere presi
per una resa. La resa al mercato, per l'appunto.
La consegna delle armi alla società cui
aveva dichiarato guerra. E che combatteva dall'underground
con la voce corrusca dell'underground. A essere
onesti, "Kamnesia" almeno per la parte
musicale è meno 'interessante' dei due
album precedenti. Meno raffinato, meno complesso
e meno un sacco d'altre cose. La qualità
delle liriche e dell'mc'ing però non si
discutono. Il flow caldo del nostro Craig Miller
viene persino valorizzato dalle nuove produzioni,
e i testi sono quelli. Sarcastici, diretti, eppure
equilibrati. Alleggeriti (o carenti, dipende)
della furia degli esordi. "Godbrotha",
è l'esempio più completo dell'evoluzione
stilistica di Kam. E allora non serve nemmeno
scandalizzarsi per una quasi cover dal classico
reggae (dancehall) "Bam Bam". Qui diventa
"Bang Bang", ma insomma...
Altre due righe per citare il buon singolo "Benefit"
e l'ottima "Where I Come From". Per
trovare un difettuccio nella ripetitività
delle basi, ancora loro. E per raccomandare l'ascolto
di "Kamnesia", non foss'altro per scoprire
un modo di fare West Coast diverso dal solito.
Ah, dimenticavo, trattasi di prodotto 'import'.
Vale a dire difficile da trovare, e caro. Accuorti...
1.
KAMnesia
2. Have A Fit
3. Where I Come From
4. Benefits
5. Bounce Trick
6. Bang Bang
7. They Like Dat
8. Let's Hook Up
9. What I Look Like
10. Giddie Up
11. The Godbrotha Intro
12. Godbrotha
13. Active
14. Wardance