Il
Leoncavallo è freddo e spoglio, poca gente
è venuta a vedere i Julie's Haircut questa
sera.
L'ambiente è gelido proprio come il vento
che soffia fuori. Sembra una serata storta.
A peggiorare le cose quando i quattro ragazzi salgono
sul palco, le voci non si sentono e la musica è
piena di riverberi. I suoni non sembrano arrivare
come dovrebbero, anche perché l'acustica
è come sempre pietosa in questo posto. Tutto
sembra scivolare verso un disastro.
E invece tutto sembra risolversi per incanto. Perché
i Julie's Haircut hanno qualcosa di assolutamente
speciale, hanno quel dono che gli permette di farti
arrivare dritto in faccia quello che hanno da dire,
di farti arrivare la loro musica in ogni caso. Forse
il segreto è solo l'entusiasmo con cui suonano,
forse è che loro sono davvero quello che
suonano. Ma quando attaccano la formidabile sequenza
"Stop What You're Doing Now" e "Set
the world on fire", suonate una di seguito
all'altra esattamente come sul loro ultimo e bellissimo
disco, senti qual è la differenza tra loro
e gli altri. Loro sono un grande gruppo indie-rock.
Lo dimostrano anche quando scelgono i toni più
soffusi di "Chip e Fish Brain" o ancora
quando si fanno romantici, come loro stessi confessano,
in "Pass the ashtray".
Hanno un fascino unico. Anche perché sanno
regalare un attimo magico, che lascia un segno profondo,
quando suonano una splendida e inaspettata versione
di "Summer Babe" dei Pavement. Un piccolo
prodigio, in cui anche se la voce non arriva pulita
e riconoscibile e i suoni non sono perfetti, non
importa nulla, perché sono le emozioni che
riesci a sentire a contare davvero. Per tutto questo
dovreste seguire i Julie's Haircut. Perché
la loro musica è una delle cose più
belle che vi possa capitare di ascoltare in giro
per l'Italia.
Sirio
27 marzo 2002
ho
visto i julie's a firenze alla flog.... loro
sono stati bravissimi...peccato ke nn ci fosse
praticamente pubblico eravamo 3 gatti e morti...