In occasione del quarantesimo anniversario della
gloriosa Trojan viene inaugurata una collezione
di uscite nelle quali appariranno nelle vesti
di compilatori personaggi provenienti dal mondo
del rock, dell’Hip – hop e dell’elettronica in
genere. Lo scopo è quello di realizzare
una serie di compilation in cui siano presenti
alcune delle classiche e immortali tracce del
catalogo della storica etichetta britannica famosa
per i suoi cofanetti. “Jonny Greenwood Is The
Controller” rientra nell’ambito di questo progetto.
Il chitarrista polistrumentista (e non solo) dei
Radiohead,
chiamato a partorire una selezione pescando nella
vastità del catalogo Trojan, ci regala
uno spaccato dei suoi gusti e di una parte delle
influenze musicali che lo hanno ispirato. Da amante
e cultore del suono giamaicano è riuscito,
immaginiamo con qualche difficoltà (questo
fuori, questo dentro), a completare una scaletta
che non poteva che risultare azzeccata. Certo
è impossibile riassumere il meglio della
Trojan in sole 17 tracce, ma Greenwood non è
l’ultimo arrivato e questa selezione riesce a
fornirci, oltreché un piccolo concentrato
di 40 anni di pubblicazioni, l’immagine del musicista/compilatore
da una prospettiva inconsueta e sicuramente affascinante.
La track list propone chicche più o meno
datate e immancabili classici ben noti a tutti
gli amanti di reggae e derivati. Lee “Scratch”
Perry , Delroy Wilson, Marcia Griffiths, The Heptones,
The Upsetters, Gregory Isaacs sono nomi importanti.
Lo scorrere dei brani trasmette una leggerezza
unica. L’accostamento delle diverse varianti del
suono giamaicano sembra, in questo caso, perfettamente
riuscito. “Dread Are The Controller” (Linval Thompson),
la deliziosa e pluricampionata “I’m Still In Love”
(Marcia Aitken) precedono le atmosfere roots di
“Never Be Ungrateful” (Gregory Isaacs) e “This
Life Makes Me Wonder” (Delroy Wilson). Il panorama
è pressoché completo; non mancano
le influenze soul e abbondano le tracce dub come
“Flash Gordon Meets Luke Skywalker” (Scientist
& Jammy & The Roots Radics), “Black Panta” (Lee
Perry & The Upsetters), “Dread Dub” (Lloyd’s All
Stars) piuttosto che “A Ruffer Version” (Johnny
Clarke + The Aggrovators) e “Right Road To Dubland”
(The Jahlights). Tradizione, passione e storia
dell’innovazione nella produzione musicale possono
essere narrate attraverso un disco come questo
che, nel proprio incedere, sembra ricalacare l’evoluzione
di forme musicali e contaminazioni, le quali,
partendo da Kingston, hanno dialogato nel tempo
sia con la musica black nel suo complesso che
con il rock e l’elettronica.
Con questa selezione Jonny Greenwood ci parla
di una parte del suo retroterra musicale; i prossimi
a farlo dovrebbero essere i Super Furry Animals,
Justin Robertson e Fat Bot Slim. Sentiamo cosa
avranno da dirci. Per ora possiamo tranquillamente
goderci quello che ci è appena stato proposto
da un ragazzo che con la musica ci campa. E, aggiungiamo
noi, piuttosto bene.
collegamenti su MusiKàl!
Radiohead - la Kalporzgrafia
Super Furry Animals - Love
Kraft
Fatboy Slim - Halfway
Between the Gutter and the Stars
Fatboy Slim - Serata
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