Pur nella loro grandezza, i Traffic hanno avuto
un seguito minore dei vari Led
Zeppelin, Jethro Tull e Genesis.
A differenza di loro non hanno mai seguito un
genere preciso ma si sono destreggiati con grande
abilità tra jazz, soul, folk e progressive.
Certo è che questo disco rimane un capolavoro
assoluto, realizzato in modo eccelso da tre soli
musicisti. E che musicisti! Il geniale Stevie
Winwood, oltre ad avere une delle voci più
belle mai ascoltate, era un compositore senza
pari (vedi "Gimme some Lovin'" e "Can't
Find My Way Home") e un ottimo polistrumentista,
il drummer Jim Capaldi forniva un bel ritmo dal
tocco felpato ed anche lui era un notevole cantante/songwriter.
Non ultimo ricordiamo il compianto Chris Wood
ai fiati, uno dei pochi a contrastare in quel
periodo l'egemonia di Ian Anderson. Ascoltate
i suoi splendidi assoli di flauto nella maestosa
"Freedom Rider" e nella celebre title-track,
scintillante folk-ballad acustica che dà
i brividi ad ogni nuovo ascolto (e sono davvero
tanti). Colpiscono le melodie raffinate di "Stranger
To Himself" e "Empty Pages" ma
soprattutto lascia il segno il lungo strumentale
Glad", sospeso tra jazz e psichedelica, un
po' sulle orme di Santana.
Nella nuova versione in cd c'è una bella
versione live di questo brano, vero cavallo di
battaglia nei concerti, oltre a due belle out-take
"I Just Want You To Know" e "Sittin'
Here Thinkin' Of My Love". E' inutile aggiungere
altro, possiamo dire che Paul
Weller in persona ha detto di ispirarsi ai
Traffic per canzoni come "Wild Wood"
e non è poco
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