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JAMIROQUAI
Concerto a Verona (Arena) (8 giugno 2002)
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di Matteo Cavallari scrivi un'email

Bluvertigo - Concerto a Casoni di Luzzara

Tanto funky, tanto spettacolo, e tanta tanta acqua. Così si può riassumere lo strepitoso concerto tenuto dai Jamiroquai a Verona. Un concerto che, nonostante le condizioni metereologiche avverse, ha fatto ballare per due ore i gremiti spalti dell'Arena.

Luci, laser, e un allestimento scenico imponente. Il palco, costruito a mo' di piramide Maya, è attraversato da una lunga scalinata, su cui JK ha dato vita alle sue performance coreografiche. I musicisti, disposti su più ripiani, sono stati i protagonisti di un sound decisamente d'impatto, anche se non sempre definito. Molto presente, come volumi e come presenza negli arrangiamenti, il recente acquisto della band, il chitarrista Rob Harris, che ha saputo passare con disinvoltura dai pulitissimi accompagnamenti funky alle svisate distorte alle soglie del metal. Un po' sotto tono il bravissimo bassista Nick Fyffe, sovrastato da montagne di tuonanti riff di basso synth.

Il concerto inizia con "Twenty Zero One", tratta dall'ultimo disco "Funk Odyssey", e già si capisce come butta. Suoni elettronici a profusione, batterie sintetiche pulsanti, e un'atmosfera da discoteca all'aperto. JK si presenta sul palco con un paio di pantaloni bianchi e con uno dei suoi soliti cappelli "spaziali". Di fronte al palco è stata posta una pedana/pista, su cui il nostro si è esibito nei suoi balletti dall'effetto "tapis-roulant". È incredibile vedere come questo folletto inglese riesca a distribuire perfettamente le forze tra il ballo e il canto; tanto da farlo sembrare così facile e naturale. JK pare essere in serata, lasciandosi andare spesso in lunghe chiacchierate con il pubblico (forse anche un'astuta tattica per riprendere fiato!). E con la dedica a tutte le "Italian cosmic girls" c'è il primo boato del pubblico per uno dei brani più famosi dei Jamiroquai. Largo spazio viene comunque concesso all'ultimo disco, che sembra già essere entrato nel cuore dei fans. Lo dimostra l'incredibile accoglienza riservata a "Love Foolosophy", ultimo singolo tratto da "A Funk Odyssey", e certamente uno delle canzoni più belle spuntate dal cilindro di JK. Dopo un finale fatto di stacchi da big band, il brano viene unito ad un altro straordinario pezzo, quel "Canned Heat" tratto dallo sfortunato "Synkronized", album mai particolarmente entrato nelle grazie del pubblico. La canzone è la perfetta icona dello stile dei Jamiroquai: dance music anni '70, condita con funky, soul, e un pizzico di elettronica, con una strizzata d'occhi all'acid jazz. Purtroppo brani come questi, impreziositi dalle sfumature armoniche di piani elettrici e archi, vengono penalizzati dai suoni troppo impastati del palco.

Verso metà concerto arriva la parentesi "intimista" della scaletta. Purtroppo esso coincide con il momento in cui la pioggia si fa più cattiva. Difficile far risaltare un pezzo delicato come "Corner Of The Earth" sopra il rumore scrosciante di un acquazzone violento; eppure JK riesce molto professionalmente a tenere in piedi la serata e l'attenzione del pubblico, a tratti troppo occupato nel cercare qualcosa con cui ripararsi: prima di tutto condividendo la pioggia con i propri fans, cantando fuori dal palco e continuando a ballare su una pista ormai fradicia, e poi cercando di coinvolgere il pubblico in cori come "We can't stop the party". Ed effettivamente la festa è andata avanti, con tutti i brani più famosi del repertorio: da "Deeper Underground" a "Virtual Insanity", da "Little L" fino a "Alright", che ha chiuso la parte ufficiale del concerto. Piccola curiosità: dalla scaletta è stata esclusa "You Give Me Something", penultimo singolo tratto da "A Funk Odyssey". Forse non abbastanza "groovy" per essere proposta in un concerto?

A gran voce viene richiesto e concesso un bis; ed è proprio quella "Love Foolosophy" tanto acclamata ad inizio concerto.

Due ore di puro divertimento in compagnia di un artista geniale in studio di registrazione ed estremamente generoso sul palco.


collegamenti su MusiKàl!:
Jamiroquai - A Funk Odissey



11 giugno 2002




I commenti
 
snoui uait
11 giugno 2002
sio porsèo,i giamiro sono proprio bravi,no g\'ho niente da dire al
proposito, veramènte.
ghe saria \'ndato volentièri,ma siocàn g\'avia vuto n\'impegno. pasiènsa! el
sarà par la prosima volta.


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