BANCO DEL MUTUO SOCCORSO - Io sono nato libero (Ricordi, 1973)
di Federico Olmi
Disco
fondamentale del progressive, italiano e non. All'altezza
dei migliori dischi inglesi. La possente e calda
voce di Francesco Di Giacomo unitamente ai bei testi
delle canzoni si fondono ad un tessuto strumentale
di prim'ordine. Dopo l'album d'esordio, "Banco del
Mutuo Soccorso", e il concept "Darwin !", datati
1972, il gruppo italiano crea il suo capolavoro.
Si comincia con "Canto nomade per un prigioniero
politico", canzone da oltre 15 minuti che mette
subito in mostra tutte le doti del Banco: un grande
cantante e adeguata perizia strumentale: epico l'esordio
vocale di Di Giacomo, splendida tutta la canzone,
che mostra la personalità e originalità
musicale del gruppo. Segue "Non mi rompete", in
larga parte acustica e piena di grazia, che conferma
le doti interpretative di Di Giacomo. "La città
sottile" è il brano più onirico dell'album.
Infine troviamo la possente "Dopo niente è
più lo stesso", il cui motivo, ma bisogna
ascoltare con attenzione, è anticipato in
"Canto nomade". Chiude il disco in bellezza, con
un bel crescendo, "Traccia II", tutta strumentale;
così come "Traccia", sorella maggiore che
concludeva l'album d'esordio del Banco e a cui,
anche tipologicamente, si collega.Recensioni collegate
- Banco del mutuo soccorso
- Darwin
- Io sono nato libero
- Intervista a Rodolfo Maltese
25 ottobre 2000
