Vai all'homepage di Kalporz MusiKàl!, la rivista musicale di Kalporz Music Club

MusiKàl! - Recensioni, Artisti, News musicali
» Novità Album e Live
» News
» I preferiti di Rokko
» Gli intramontabili
» Kalporzgrafie
» Speciali / Interviste

Osteria - Chiacchiere e Forum
Chiacchiere e Forum

Stalla - Storie in musica
Storie in musica

Municipio - Benvenuti a Kalporz!
Benvenuti a Kalporz!

Cerca un Artista
0-9 A B C D E F G H I
J K L M N O P Q R S
T U V W X Y Z

Info & Contatti
Collabora con noi
Pubblicità
Promo e demo
Le Foto su Kalporz
Greenpeace

BANCO DEL MUTUO SOCCORSO
Io sono nato libero (Ricordi, 1973)
segnala questa recensione 
di Federico Olmi scrivi un'email

Disco fondamentale del progressive, italiano e non. All'altezza dei migliori dischi inglesi. La possente e calda voce di Francesco Di Giacomo unitamente ai bei testi delle canzoni si fondono ad un tessuto strumentale di prim'ordine. Dopo l'album d'esordio, "Banco del Mutuo Soccorso", e il concept "Darwin !", datati 1972, il gruppo italiano crea il suo capolavoro. Si comincia con "Canto nomade per un prigioniero politico", canzone da oltre 15 minuti che mette subito in mostra tutte le doti del Banco: un grande cantante e adeguata perizia strumentale: epico l'esordio vocale di Di Giacomo, splendida tutta la canzone, che mostra la personalità e originalità musicale del gruppo. Segue "Non mi rompete", in larga parte acustica e piena di grazia, che conferma le doti interpretative di Di Giacomo. "La città sottile" è il brano più onirico dell'album. Infine troviamo la possente "Dopo niente è più lo stesso", il cui motivo, ma bisogna ascoltare con attenzione, è anticipato in "Canto nomade". Chiude il disco in bellezza, con un bel crescendo, "Traccia II", tutta strumentale; così come "Traccia", sorella maggiore che concludeva l'album d'esordio del Banco e a cui, anche tipologicamente, si collega.



Recensioni collegate
- Banco del mutuo soccorso
- Darwin
- Io sono nato libero

- Intervista a Rodolfo Maltese


25 ottobre 2000


Track list:


- Canto nomade per un prigioniero politico
- Non mi rompete
- La città sottile
- Dopo ... niente è più lo stesso
- Traccia II



I commenti
 
Maurizio/Missionsky
1 dicembre 2001
"Io sono nato libero" è il disco più maturo tra i tre capolavori
incisi dal Banco nei primi anni settanta. Decisivo è anche l'arrivo di
Rodolfo Maltese, che dimostra subito di essere un maestro della sei corde.
Gli splendidi intrecci di "Non mi rompete" sono li' a dimostrarlo. Penso che il vero momento da brivido è la parte iniziale di "Canto nomade per un prigioniero politico" dove Francesco Di Giacomo urla al mondo con tutta la sua forza"Io sono nato libero!". Insomma, un disco da ascoltare e riascoltare e riascoltare...



Ocogiulivo
26 agosto 2001
A quasi quarant'anni e dopo tantissimo tempo,lo riascolto e rivivo le sensazioni che provavo allora quando lo ascoltavo le prime volte,e' stupendo,immaginifico,bellissimo.Chi ama la musica e non lo ha mai ascoltato e' un angelo che prova a tenere il volo con una sola ala!Ascoltatelo,vi portera' in alto,avvicinandovi pericolosamente al sole,rischiando di farvi scottare le ali ....che finalmente saranno due!!


Corrado
7 novembre 2000
Beata ignoranza! Non perché essa sia una condizione intrinsecamente piacevole, ma perché dà all’individuo (volenteroso e consapevole della propria situazione) la possibilità e soprattutto la gioia di affrancarvisi. Chi, consigliando ad un amico un disco che ama alla follia, non ha mai pensato: beato lui che lo sta scoprendo, io ormai lo conosco a memoria dalla prima all’ultima nota! E io, che pensavo di avere una cultura progressive a prova di bomba dopo aver a lungo coltivato l’ascolto anche di quei gruppi cosiddetti di "seconda fila", autori di dischi straordinari (come Van der Graaf Generator o Camel per fare solo due esempi), cosa vado a scoprire? Che proprio nel nostro paese, nell’anno in cui Peter Gabriel cantava di vendere l’Inghilterra per una sterlina, usciva un disco sublime, degno di stare al pari con qualsiasi capolavoro del genere. Sto parlando di "Io sono nato libero" del Banco dal Mutuo Soccorso. "Complimenti" - diranno molti - "hai scoperto l’America...". Proprio questo è il punto: non è questione di scoprire, ma di emanciparsi lentamente dall’ignoranza: io, ad esempio, avevo sempre snobbato la musica italiana in blocco e nella mia mente il Banco assumeva i contorni sfumati di un qualsiasi gruppetto nostrano, al limite diverso dagli altri per il folkloristico aspetto del suo cantante. Nel nostro disco c’è proprio tutto: grande strumentazione, imponenti melodie, un vero cantante (dimenticavo: sto ovviamente parlando di Francesco di Giacomo) che, a differenza ad esempio di ciò che negli stessi anni avveniva nella PFM, priva di un vero leader, impone letteralmente la sua presenza (non solo vocale, vista la sua "massa") con un canto ed una verve teatrali davvero encomiabili. E non dimentichiamoci dei testi, sicuramente "impegnati" e di grande effetto (per tutti quelli che pensano che il progressive sia solo una questione di fatine e gnomi...). Non c’è dubbio che questo disco non faccia parte della tradizione della musica italiana e che i suoi autori guardassero soprattutto a ciò che avveniva musicalmente al di fuori dei nostri confini (altrimenti non mi sarebbe tanto piaciuto…). Ciononostante esso resta indiscutibilmente un prodotto italiano degno di stare alla pari con i dischi prodotti al tempo dai mostri sacri d’oltre Manica, quali ad esempio Genesis o Yes. Non mi sembra che questo risultato sia stato raggiunto spesso, sia in passato che recentemente, da artisti nostrani operanti al di fuori della cosiddetta "canzonetta all’italiana".




aggiungi il tuo commento!
torna su

adv
8 Ball Records
CD, LP e DVD usati, import e rarità

»
NOVITA'
le ultime recensioni
Vibert / Simmonds - Rodulate
Primal Scream - Beautiful Future
Numero 6 – Quando arriva la gente si sente meglio Ep
Weezer - Weezer (Red Album)
Beck - Modern Guilt

»
CONCERTI
gli ultimi recensiti
Erykah Badu - Cavea dell'Auditorium (Roma)
Gossip + Battles - Festa de l'Unità (Roma)
Interpol + dEUS - Piazza Castello (Ferrara)
Iron Maiden - Gods Of Metal (Bologna)
AA.VV. - Primavera Sound 2008 (Barcellona)

»
ROKKO-BEAT
i preferiti di Rokko
Gravenhurst - The Western Lands
Burial - Untrue
Il Teatro degli Orrori - Dell'Impero delle Tenebre
Ralfe Band - Swords
Le Man Avec Les Lunettes - ?

»
EVER-KALPORZ
gli intramontabili
Cult - Love
Primal Scream - Screamadelica
Einsturzende Neubauten - Fünf Auf Der Nach Oben Offenen Richterskala
Dadamah - This Is Not A Dream
Swell Maps - A Trip To Marineville



Home | MusiKàl | Municipio | Osteria | Stalla

Copyright  © Kalporz 2000-2008. Tutti i diritti riservati