KING CRIMSON - In the court of the Crimson King (Island, 1969)
di Max Cavassa
Nell'ottobre
del 1969 esce il primo disco dei "Re Cremisi", subito
eletto capolavoro del progressive rock. Atmosfere
surreali, lunghe ed estenuanti composizioni dalle
strane ed insolite architetture e testi complessi
curati dal membro esterno del gruppo, Pete Sinfield,
sono i punti forti del gruppo. Fatto davvero impressionante
� come l'album non sia affatto invecchiato; i suoni
curatissimi ed effettati supportano canzoni di straordinaria
modernit�, in special modo la opening track "21st
Century Schizoid Man", cavallo di battaglia lungo
tutta la carriera del complesso. Essa ha un impatto
durissimo, devastante, descrizione opprimente di
un'umanit� senza speranza. L'assolo di Robert Fripp
� un vertice di controllato rumorismo di rilievo
assoluto. I tre lunghi pezzi centrali sono caratterizzati
invece da splendide melodie, molto malinconiche
o addirittura tristi ("Epitaph".), coronate dalla
grandiosa ed epica "The Court Of the Crimson King",
monumento alle sonorit� ed alle tematiche progressive
(lunghe suites con agganci quasi free jazz legate
a racconti mitologici o leggendari). Splendido l'assolo
al flauto di Ian McDonald (fondatore, purtroppo,
dei tremendi Foreigner.mah!) ed eccezionale rullata
finale di Cento Braccia Mike Giles, batterista di
lievit� e potenza, di creazioni mai udite, verso
il quale, venerante, mi genufletto.
26 giugno 2000
