Secondo concerto milanese per il gruppo newyorkese,
tra le rivelazioni del 2002. Dopo l'esibizione
in un Rolling Stones traboccante di folla (anche
grazie all'ingresso gratuito) il 1 novembre scorso
(leggi la recensione),
questa volta è il Transilvania, club forse
un po' kitsch negli arredamenti ma con una programmazione
live davvero interessante, ad ospitarli.
La risposta del pubblico è molto buona,
il locale è gremito, mescolati a dark e
nostalgici della new wave che fu si vedono presentatori
di programmi demenzial-giovanilistici di Mtv,
ragazzi con giacche e cravattine stile Strokes,
qualche mod un po' spaesato, leader di giovani
band italiane molto quotate, ma soprattutto molti
ascoltatori di buona musica affascinati dall'ottimo
esordio "Turn
on the bright lights".
Gli Interpol non presentano niente di nuovo,
la loro musica riporta direttamente agli anni
a cavallo tra la fine degli anni '70 e l'inizio
degli '80, a gruppi come Joy Division, Bauhaus,
Smiths, i cui dischi (insieme a quelli dei Velvet
Underground) sono stati sicuramente imparati a
memoria dai nostri, basta sentire il riff di "Say
hello to the angels", per il quale Johnny
Marr dovrebbe pretendere le royalties.
Il concerto è stato incentrato naturalmente
sull'unico cd finora pubblicato e su poche b-side,
con i singoli "NYC" e "Obstacle
1" a riscuotere i maggiori applausi. La band,
che viene supportata in tour da un tastierista
aggiunto, dimostra tecnica e presenza scenica
notevoli, alternando momenti grintosi ad altri
molto più delicati ed intimisti, mantenendo
sempre un'intensità molto elevata.
Adesso aspettiamo la band alla prova del secondo
album, per capire se saranno confermate le qualità
mostrate nel primo lavoro e nelle prove dal vivo
o se gli Interpol saranno l'ennesimo fuoco di
paglia di un'industria discografica incapace di
produrre gruppi duraturi.
Ultima annotazione: al Transilvania il tutto è
durato meno di un'ora.
Recensioni collegate:
Interpol - Turn
On The Bright Lights
Interpol - Concerto
al Rolling Stone (MI)