Ogni volta che si ascolta un disco dei Gomez la sensazione è sempre
quella: "Sono bravi, si impegnano, ma potrebbero
fare di più".
I cinque inglesi di Southport tornano con questo
"In Our Gun", e gli ingredienti sono
sempre i soliti: una sapiente mistura di ossessioni
blues, leggerezza britpop e sincopi funky. Ciò
che manca è forse quella scintilla che
separa la genialità dalla bravura, il meraviglioso
dal piacevole. Ecco, i Gomez sono piacevoli. Purtroppo
ogni canzone si sussegue all'altra e nulla succede.
Anche il brano d'apertura, "Shot Shot",
primo singolo tratto dal disco, non riesce a trovare
il giusto mordente. La canzone si svolge su un
tesissimo riff di chitarra acustica sormontato
da percussioni tribali e da synth "alieni".
Troppo poco per farsi notare nel marasma dei singoli
da classifica e delle programmazioni radio.
Inutile sottolineare la finissima ricercatezza
dei suoni e degli arrangiamenti che da sempre
contraddistingue questo gruppo: tra curatissime
sezioni di fiati, chitarre acustiche, synth analogici
e aggeggi infernali da Drum 'n' Bass, i Gomez
sono sempre alla ricerca di una giusta commistione
tra sonorità "vintage" anni '70
e atmosfere decisamente più grezze, ai
limiti del grunge. Brani come "Detroit Swing
66", con il suo synth ribollente che fa da
base ad un pulitissimo strumming di chitarra acustica,
o "Army Dub", con la sua intro di pianoforte
impazzito, seguita da una drum machine su cui
si spalma un analogicissimo synth, ci dicono molto
sullo stile della band di Southport.
Eppure è nei momenti più "easy"
dei Gomez che troviamo le idee più fresche
e piacevoli. La "title track" viene
aperta da un delicato fraseggio di contrabbasso
su cui si sviluppa una malinconica "ballad",
finalmente in grado di superare la monotonia armonica
della maggior parte degli altri brani. Anche "Sound
Of Sounds" regala emozioni a piene mani:
una chitarra acustica, un cembalo, e la voce calda
e vibrante di Tom Gray bastano per realizzare
uno dei brani più riusciti del disco.
Gli ultimi guizzi di spensierata leggerezza vengono
affidati al brano di chiusura, "Ballad Of
Nice And Easy", canzoncina dall'andamento
Rhythm And Blues, sporcata da chitarre elettriche
e dai soliti "effetti speciali".
A conti fatti, "In Our Gun" è
un disco estremamente piacevole ma abbastanza
povero di mordente. E forse questo è un
problema congenito dei Gomez. Il rischio è
sempre quello di dimenticarci di loro troppo alla
svelta, il che sarebbe un peccato. Vogliamo di
più.