“E un giorno si accorsero che la miglior
musica era dietro casa”. Chissà se
è andata veramente così, per i curatori
di questa compilation, che festeggia la rinascita
di un’etichetta, la SUB, nata a Modena,
con un’attenzione notevole a quello che
succede nella variopinta scena italiana.
Un attestato di nascita decisamente accattivante,
quasi debordante nella sua lunghezza, dove nomi
importanti e già conosciuti all’interno
dell’indie rock nazionale vanno ad affiancare
band esordienti che graviteranno nell’orbita
della nuova etichetta.
Il livello complessivo dei brani è alto,
anche se non tutto è all’altezza,
e certi gruppi dovrebbero staccarsi maggiormente
da ispirazioni troppo percepibili (quanti tentativi
di imitazione hanno generato Afterhours
e Marlene
Kuntz – qui presenti con “La lezione
che fece male” - tra le schiere di giovani
rockers nostrani?).
Ma il livello resta alto, si diceva: accanto
al cantautorato nobile di Paolo Benvegnù
troviamo gli Yuppie Flu in una vena più
aggressiva del loro ultimo “Days
for the day”; vecchie glorie in procinto
di tornare (i Santo Niente) affiancano il terrorismo
acustico dei Marta sui Tubi; esordienti come i
Velvet Score, con le loro esplosioni enfatiche,
fanno parte del quadro così come l’ironia
dei Tre Allegri Ragazzi Morti, o il rock incendiario
dei Joe Leaman (un altro ritorno che stiamo attendendo
da troppo).
Più in secondo piano, i gruppi semi-sconosciuti,
alcuni dei quali già meritano una menzione:
gli Inlimine, ad esempio, già passati sul
palco di “Live
in Kalporz!” e autori di un rock fortemente
teatrale; i Sungria, la cui “Trip in myself”
mi ricorda i Ritmo Tribale e non evidenzia la
componente dub che emerge dal loro live set; i
Tempo de Mal, la cui “Distanze” vive
di una ottima schizofrenia, tra rock melodico,
inserti di tastiere molto anni ’80 e l’esplosione
jungle a metà della corsa.
L’ombra dei Flaming Lips, poi, si allunga
sui momenti migliori del disco: i Julie’s
Haircut li chiamano in causa direttamente, con
una cover di “You have to be joking”,
mentre gli A-spine ne ripropongono l’obliquità
magica e divertita nella sorprendente “Please”.
Sono loro la mia scoperta per questo disco, mi
strappano un sorriso ogni volta che ascolto la
loro canzone, e non posso farci nulla.
La miglior musica era dietro casa, dicono alla
SUB. Forse non la migliore del mondo, ma certo
una musica che non ha più bisogno di complessi
di inferiorità, e se questa compilation
voleva esserne una testimonianza, beh, l’obiettivo
è perfettamente raggiunto. In bocca al
lupo alla nuova etichetta!
collegamenti su MusiKàl!
Afterhours - la Kalporzgrafia
Marlene Kuntz - la Kalporzgrafia
Paolo Benvegnù - Intervista
(15-4-2004)
Paolo Benvegnù - Piccoli
fragilissimi film
Paolo Benvegnù - Concerto
a Live in Kalporz! - Calamita (RE)
Yuppie Flu - Intervista
(13-2-2004)
Yuppie Flu - Days
Before The Day
Yuppie Flu - Concerto
a Live in Kalporz! - Calamita (RE)
Santo Niente - Occhiali
scuri al mattino EP
Tre Allegri Ragazzi Morti - Il
sogno del gorilla bianco
Joe Leaman - Concerto
a Live in Kalporz! - Calamita (RE)
Tempo de Mal - Alienazioni
Flaming Lips - The
Day They Shot a Hole in the Jesus Egg
Flaming Lips - Yoshimi
Battles The Pink Robots
Julie's Haircut - Adult
Situations
Julie's Haircut - Stars
Never Looked So Bright
Julie's Haircut - Concerto
a Live in Kalporz - Calamita (RE)
Slugs - Concerto
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