Stupisce, e non poco, che dopo anni e anni di
gavetta e di ottimi riconoscimenti con il nome
di Gemini, i parmigiani Blunoa abbiano dovuto
autoprodursi il loro disco d'esordio.
I quattro, in possesso di una gran tecnica strumentale,
sono autori di un rock in bilico tra i suoni indie
USA degli anni '90 (i Primus, il grunge e le sue
evoluzioni), coniugato con la sensibilità
melodica e testuale di importanti band italiane
(Massimo Volume, Afterhours,
Marlene
Kuntz), e queste undici canzoni meritano davvero
di essere ascoltate (il disco si può ordinare
dal sito ufficiale www.blunoa.it).
In verità "L'importanza di essere
imperfetti" fatica a decollare, troppo irrigidito
come pare all'inizio su un'unica struttura, fatta
di distorsioni, un bellissimo basso che davvero
non fatica a guadagnarsi spazio all'interno delle
canzoni, testi che insistono su solite istantanee
di disagio urbano e di relazioni difficili e linee
vocali non troppo originali; così le prime
cinque canzoni scivolano via in fretta, senza
lasciare troppe tracce.
Ma dalle aperture melodiche di "Onde di
pensieri" tutto inizia a girare per il meglio:
i testi si colorano di suggestioni nuove ("Chi
ha rapito il sole, chi?/E chi libererà
la luce?/ Ora, cara sono qui/ Qui per rimanere"),
e anche a livello di suoni i Blunoa cominciano
a mostrare tutte le soluzioni di cui sono capaci,
a partire dalla bella melodia di tastiera che
chiude la canzone.
La successiva "p.i.c./dogma" è,
al contrario, un vero pugno in faccia, tra chitarre
cattive e la voce che trasforma il testo in una
filastrocca perversa; "odio fermarmi ai semafori
rossi" sembra quasi una outtake di "Club
privé" dei Massimo Volume (difficile,
del resto, recitare un testo in un brano rock
senza essere paragonati automaticamente al disciolto
gruppo bolognese
); "tutto quello che
sei", forse l'episodio migliore, adagia un
bel testo su un tappeto di chitarre aeree e avvolgenti,
mentre gli ultimi due brani, soprattutto "giugno",
fa pensare ai Marlene Kuntz più evocativi.
In definitiva "L'importanza di essere imperfetti"
è un buon esordio, e stupisce sinceramente
come il gruppo non abbia trovato nessuna casa
discografica interessata alla loro musica
qualcuno
vorrà rimediare?
collegamenti su MusiKàl!
Afterhours - la
Kalporzgrafia
Marlene Kuntz - la
Kalporzgrafia
Primus - Sailing
The Seas Of Cheese