Gli
Almamegretta sono tornati. Sono proprio tornati,
dopo la pausa di "4/4". Quell'album era
uscito solo due anni fa, ma non conta. E' stato
un tentativo un po' sghembo di fare canzoni pop
elettroniche. Canzoni normali insomma. Esperimento
poco fortuinato. La missione degli Almamegretta
infatti è un'altra. Si chiama dub, e "Imaginaria"
riprende il discorso interrotto con "Lingo".
Il discorso principiato con "Sanacore",
col reggae elettronico. Ballabile, raffinato, underground.
Pescando fra definizioni di moda, gli Almamegretta
diciamo che fanno "asian underground".
Un esempio di questo stile sono i Trans-Global
Underground. I suoni e il cantato indiani
e pakistani non sono così distanti dalla
palrata napoletana. Così il suono, il sapore
mediterraneo, cavalcano produzioni musicali che
si inoltrano fino alla dance. E sono produzioni
di livello internazionale. Mentre Napoli rimane
nella lingua. Due pezzi in inglese, il resto in
napoletano stretto. Ma non hanno grande importanza,
le parole. La voce di Raiz sì, ma sono
cambiati i tempi da "Figli di Annibale".
E anche da "Sanacore". Non è
detto che sia un bene, ma gli arrangiamenti e
la cura di questo lavoro sono da primi della classe.
Come era stato (meno) per "Lingo". Che
conti il passaggio di etichetta? Dalla piccola
CNI sono stati prelevati dalla major BMG. Il nerbo
underground però rimane. Niente di strano,
questa musica ce l'ha di serie l'underground.
Lo stile, voglio dire, è di nicchia. L'interpretazione
degli Almamegretta no. Mi spiego. Che sia musica
per orecchie allenate all'elettronica, non v'è
dubbio. Ma sin dall'inizio, nei temi, nelle melodie,
Raiz e compagnia mostrano una certa voglia di
pop. Da non confondere con il malandato esperimento
di "4/4". Il pop di "Imaginaria"
sono canzoni d'amore, per le donne, per Napoli...
Sono loop di chitarra, sono arrangiamenti e scelte
fino alle pendici della dance. In ogni traccia,
comunque, c'è lo spazio per il ballo, per
il party. Anche quelle più ombrose, posseggono
questa prerogativa. Una scelta che sa molto di
Giamaica, pur se i suoni prendono altre vie. Vie
radicali, strettamente elettroniche.
I compaesani 99Posse,
si occupano di dub. Gli Almamegretta invece nel
dub ci vivono. "Imaginaria" è
un tassello della musica elettronica internazionale.
Ed è l'ultima fermata di un gruppo unico
in Italia. Che fa grande musica, che non teme
il pop, che sbanda per un album disgraziato (ancora
"4/4") e si riprende. Poco importa se
questo disco non evolve di molto il loro stile.
"Lingo" lo aveva portato molto in alto,
e "Imaginaria" insomma partiva di lassù.
Può permettersela, una pausa. Un progresso
piccolo piccolo. Ma attenzione, gli Almamegretta
sono tornati! Sono proprio tornati.