"Salsicce,
fegatini, viscere alla brace, … e fiaccole danzanti, … lamelle
dondolanti.. sul dorso della luna fiammegiar; vino, bancarelle,
terra arsa, rossa…, terra di sud, terra di confine, terra di
dove finisce la terra…"
In un clima di sagra paesana, fra fuochi e tradizioni culinarie,
tra balli e canti di antiche contrade, mi immagino si ambienti
il pezzo che dà il titolo a questo album.
Un continuo incalzare, un’agitazione che parte da terra, una
vibrazione che si trasmette a tutto il corpo e non consente
a chi ascolta di rimanere fermo; un magistrale connubio di musica,
modulazione della voce e testi che si fondono e trasmettono
un brivido, un fremito… insomma un Vinicio indiavolato, morso
da una tarantola, affetto dal "Ballo di San Vito",
nome volgare (non scientifico) attribuito ad una malattia i
cui effetti sono contagiosi … al primo ascolto… provate a rimanere
impassibili…
Ancora una volta Capossela cantastorie, storie di vita comune,
di giornate "senza pretese" (per dirla con il titolo
di un brano del suo primo album), di allegri "gallinacci"
che ballano "a l’incontraire", di giovani di periferia,
racconti di sarcastica drammaticità, con una sempre ben
evidente verità.
Superfluo aggiungere che testi e terminologia sono ricercati,
velati di ironia che edulcora la realtà: poesie, vignette
e racconti che descrivono ambienti e personaggi fra i più
diversi: "Al Veglione", un capodanno rimasto nella
memoria di un fanciullo, rappresentato come una fotografia dal
sapore felliniano; l’inesorabile "Pioggia di Novembre",
che cade su ogni cosa, su ogni persona, "sulle collette
di spicci e sigarette", "sugli attacchini, sugli spazzini",
"sulle africane in mezzo ai viali, sopra ai silenzi negli
ospedali"; "Contrada Chiavicone", un difficile
scioglilingua, incalzante nel ritmo e "nervoso" nello
stile; e tanti altri.
Musicalmente tradizionalista, strumenti ben modulati e armonicamente
combinati, come sempre con poco spazio per strumenti elettrici,
ma con il prezioso contributo di Marc Ribot alla chitarra.
Un album maturo, nuovo: emozioni, musica, storie, sorrisi e
riflessioni per chi ascolta.
31
ottobre 2000
Track
list:
- Il Ballo Di San Vito
- Morna
- La Notte Se N'è Andata
- Le Case
- Il Corvo Torvo
- Al Veglione
- Body Guard
- L'affondamento Del Cinastic
- S 'agapò
- Contrada Chiavicone
- L'accolita Dei Rancorosi
- Pioggia Di Novembre
- Tanco Del Murazzo
I
commenti
Frex
10 giugno 2002
Pur
riprendendo la sua solita melodia, Vinicio
non mostra nuove
alternative al suo genere dimostrando tuttavia
ancora una volta la sua
abilità di "compositore di filastrocche".
Merito dunque alla sua poesia ma
consiglio personale all'autore: una nuova
ispirazione per il suo nuovo
album.
Lela
13 maggio 2002 GRANDE
CAPOSSELA!!!!! è troppo bella questa
canzone e lui..bhè
sembra di conoscerlo da sempre!grandioso!Vinicio
si che ci mette passione in
quello che fa....e si sente!!!! ;) vorrei
proprio conoscerti!!!
San Vito 27 febbraio 2001 Se
non crederete in Vinicio ...Lui non credera'
a voi!
mina9
6
febbraio 2001
Questo
non è un disco è una bomba ad
orologeria, ti esplode nel cuore e non lascia
traccia d'altro. Vinicio, davvero complimenti.
bluesale 27 gennaio 2001
...non
è una recensione...è l'unico modo per scrivere
luci sulle sue ombre!Adoro Vinicio,e non per
caso,per sempre...Adoro Cristal,Morna,la sua
timidezza a metà,la voce che m'incanta(melassa
che...),i sospiri che precedono le sue parole...
jak 18 gennaio 2001
ho
visto tanti concerti ma quello di vinicio
non è stato un concerto.é stato incontrare
un amico. Anche se non ci conosciamo lo considero
tale perchè ogni volta che lo ascolto mi dona
dell'emozioni incredibili.Mi piacebbe conoscerti.
ciao e graziedi cuore