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VINICIO CAPOSSELA
Il ballo di San Vito (CGD East West, 1996)
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di Luca Rossi scrivi un'email

Vinicio Capossela - Il ballo di San Vito "Salsicce, fegatini, viscere alla brace, … e fiaccole danzanti, … lamelle dondolanti.. sul dorso della luna fiammegiar; vino, bancarelle, terra arsa, rossa…, terra di sud, terra di confine, terra di dove finisce la terra…"
In un clima di sagra paesana, fra fuochi e tradizioni culinarie, tra balli e canti di antiche contrade, mi immagino si ambienti il pezzo che dà il titolo a questo album.
Un continuo incalzare, un’agitazione che parte da terra, una vibrazione che si trasmette a tutto il corpo e non consente a chi ascolta di rimanere fermo; un magistrale connubio di musica, modulazione della voce e testi che si fondono e trasmettono un brivido, un fremito… insomma un Vinicio indiavolato, morso da una tarantola, affetto dal "Ballo di San Vito", nome volgare (non scientifico) attribuito ad una malattia i cui effetti sono contagiosi … al primo ascolto… provate a rimanere impassibili…
Ancora una volta Capossela cantastorie, storie di vita comune, di giornate "senza pretese" (per dirla con il titolo di un brano del suo primo album), di allegri "gallinacci" che ballano "a l’incontraire", di giovani di periferia, racconti di sarcastica drammaticità, con una sempre ben evidente verità.
Superfluo aggiungere che testi e terminologia sono ricercati, velati di ironia che edulcora la realtà: poesie, vignette e racconti che descrivono ambienti e personaggi fra i più diversi: "Al Veglione", un capodanno rimasto nella memoria di un fanciullo, rappresentato come una fotografia dal sapore felliniano; l’inesorabile "Pioggia di Novembre", che cade su ogni cosa, su ogni persona, "sulle collette di spicci e sigarette", "sugli attacchini, sugli spazzini", "sulle africane in mezzo ai viali, sopra ai silenzi negli ospedali"; "Contrada Chiavicone", un difficile scioglilingua, incalzante nel ritmo e "nervoso" nello stile; e tanti altri.
Musicalmente tradizionalista, strumenti ben modulati e armonicamente combinati, come sempre con poco spazio per strumenti elettrici, ma con il prezioso contributo di Marc Ribot alla chitarra.
Un album maturo, nuovo: emozioni, musica, storie, sorrisi e riflessioni per chi ascolta.


31 ottobre 2000


Track list:


- Il Ballo Di San Vito
- Morna
- La Notte Se N'è Andata
- Le Case
- Il Corvo Torvo
- Al Veglione
- Body Guard
- L'affondamento Del Cinastic
- S 'agapò
- Contrada Chiavicone
- L'accolita Dei Rancorosi
- Pioggia Di Novembre
- Tanco Del Murazzo



I commenti
 
Frex
10 giugno 2002

Pur riprendendo la sua solita melodia, Vinicio non mostra nuove
alternative al suo genere dimostrando tuttavia ancora una volta la sua
abilità di "compositore di filastrocche". Merito dunque alla sua poesia ma
consiglio personale all'autore: una nuova ispirazione per il suo nuovo
album.

Lela 13 maggio 2002
GRANDE CAPOSSELA!!!!! è troppo bella questa canzone e lui..bhè
sembra di conoscerlo da sempre!grandioso!Vinicio si che ci mette passione in
quello che fa....e si sente!!!! ;) vorrei proprio conoscerti!!!


San Vito
27 febbraio 2001
Se non crederete in Vinicio ...Lui non credera' a voi!



mina9 6 febbraio 2001
Questo non è un disco è una bomba ad orologeria, ti esplode nel cuore e non lascia traccia d'altro. Vinicio, davvero complimenti.



bluesale
27 gennaio 2001
...non è una recensione...è l'unico modo per scrivere luci sulle sue ombre!Adoro Vinicio,e non per caso,per sempre...Adoro Cristal,Morna,la sua timidezza a metà,la voce che m'incanta(melassa che...),i sospiri che precedono le sue parole...



jak
18 gennaio 2001
ho visto tanti concerti ma quello di vinicio non è stato un concerto.é stato incontrare un amico. Anche se non ci conosciamo lo considero tale perchè ogni volta che lo ascolto mi dona dell'emozioni incredibili.Mi piacebbe conoscerti. ciao e graziedi cuore


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