A volte capita ancora che un disco sia bello
e piaccia senza particolari motivazioni. Non è
innovativo. Non è fondamentale. Non evolve
niente e non aggiunge alcunchè alla storia
della musica. Anzi, in questo caso si tratta fondamentalmente
di indie rock nella sua definizione più
comune. Quella che, dagli anni '90 fino ai giorni
nostri, siamo stati abituati a sentire nelle chitarre
dei Pavement,
nelle canzoni, nelle melodie dei Guided By Voices
e nelle distorsioni dei Superchunk. Insomma, nessuna
motivazione critica per il gradimento di questo
conciso esordio - dieci brani per appena 24 minuti
- degli Staff, supergruppo americano composto
da membri dei Fuck, Quickstep e Grifters.
Canzoni brevi, sparate a velocità medio-alta
con distorsioni vagamente dissonanti e batterie
pestone, melodie che si stampano in testa e riff
basilari ma efficacissimi. Se dobbiamo indicare
delle preferenze, possiamo dire che "Hey
Sister" è una di quelle canzoni per
cui provare invidia, che "Dating Myself"
- oltre all'esilarante testo - ci porta nel pieno
di quelle feste piene di adolescenti nerd con
birra, sfiga cosmica e nessuna ragazza e che "Teenage
Wearing Blazers" è semplicemente un
pezzo pop perfetto che si vorrebbe ascoltare in
continuazione. Un po' come il disco tutto. Certo,
qualcuno potrebbe obbiettare che 24 minuti sono
eccessivamente pochi, ma sarebbe come cercare
il pelo nell'uovo a tutti i costi.
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Pavement - la Kalporzgrafia
Fuck - Those
Are Not My Bongos