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JASON COLLETT
Idols Of Exile (EMI, 2005)
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di Michele Sarda scrivi un'email

Che il Canada sia ormai una delle più proficue fucine di talenti di questi anni è ormai cosa palese. Che questi talenti si ospitino l’un l’altro nelle proprie registrazioni è sintomo della vivacità della scena. Per dire: a “Idols of exile”, terzo album del cantautore Jason Collett (con precedenti nella Andrew Cash Band e successivamente nei Broken Social Scene), hanno partecipato membri di gruppi come Stars, Apostle of Hustle, Broken Social Scene e Do Make Say Think.

Ciò non significa che Collett sia a corto d’idee, tutt’altro. Il confronto con “Motor motel love songs” è però inevitabile. Rispetto al suo predecessore, “Idols of exile” è più frizzante, sorridente e colorato, con arrangiamenti più ricchi; tuttavia tutto ciò sembra andare a scapito delle canzoni, più elaborate ma meno fantasiose, scritte meglio ma con meno inventiva, meno azzeccate. Ciò non toglie che il disco presenti dei pezzi di tutto rispetto: su tutti la saltellante “Hangover days”, una “We all lose one another” dal ritornello magnetico, la scoppiettante e irresistibile “I’ll bring the sun” e l’eterea “Tinsel and Sawdust”.

Insomma, questo disco è molto più canadese di “Motor motel love songs”, e risente pesantemente dell’esperienza con i Broken Social Scene (in positivo, ovvio), ma non soddisfa appieno. Poco male, rimane comunque un ben più che modesto album di cantautorato, originale e vivace, che ci conferma, se ce ne fosse bisogno, che al Canada bisogna guardare con ammirazione e speranza.

collegamenti su MusiKàl!
Broken Social Scene -
You Forgot It In People
Apostle Of Hustle - Folkloric Feel

 



17 aprile 2006


Track list:

1. Fire
2. Hangover days
3. Brownie hawkeye
4. We all lose one another
5. Parry sound
6. I’ll bring the sun
7. Tinsel and sawdust
8. Feral republic
9. Pavement puddle stars
10. Almost summer
11. Pink night
12. These are the days



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