Che il Canada sia ormai una delle più
proficue fucine di talenti di questi anni è
ormai cosa palese. Che questi talenti si ospitino
l’un l’altro nelle proprie registrazioni
è sintomo della vivacità della scena.
Per dire: a “Idols of exile”, terzo
album del cantautore Jason Collett (con precedenti
nella Andrew Cash Band e successivamente nei Broken
Social Scene), hanno partecipato membri di gruppi
come Stars, Apostle of Hustle, Broken Social Scene
e Do Make Say Think.
Ciò non significa che Collett sia a corto
d’idee, tutt’altro. Il confronto con
“Motor motel love songs” è
però inevitabile. Rispetto al suo predecessore,
“Idols of exile” è più
frizzante, sorridente e colorato, con arrangiamenti
più ricchi; tuttavia tutto ciò sembra
andare a scapito delle canzoni, più elaborate
ma meno fantasiose, scritte meglio ma con meno
inventiva, meno azzeccate. Ciò non toglie
che il disco presenti dei pezzi di tutto rispetto:
su tutti la saltellante “Hangover days”,
una “We all lose one another” dal
ritornello magnetico, la scoppiettante e irresistibile
“I’ll bring the sun” e l’eterea
“Tinsel and Sawdust”.
Insomma, questo disco è molto più
canadese di “Motor motel love songs”,
e risente pesantemente dell’esperienza con
i Broken Social Scene (in positivo, ovvio), ma
non soddisfa appieno. Poco male, rimane comunque
un ben più che modesto album di cantautorato,
originale e vivace, che ci conferma, se ce ne
fosse bisogno, che al Canada bisogna guardare
con ammirazione e speranza.
collegamenti su MusiKàl!
Broken Social Scene - You
Forgot It In People
Apostle Of Hustle - Folkloric
Feel