Dalla
scuola elettronica tedesca è lecito aspettarsi
di tutto. E' matura e solida abbastanza da potersi
permettere progetti per lo meno originali. Bislacchi
persino. Improbabili... I Mouse On Mars sono tutte
queste cose insieme. Originali, bislacchi, improbabili,
solidi. Come la loro ultima fatica. Nel complesso,
"Idiology" è una tortura, costringe
a ammaestrare un tale parco di stimoli... Che è
sì uno sforzo con premio, ma si fa fatica.
La regola è partire con loro, ma non subito.
Dal terzo ascolto in avanti può andar bene.
L'inizio è lungimirante e bellissimo.
Una lezione di musica elettronica a nome "Actionist
Respoke". Anche se come primo impatto non
c'è male. Perché il pezzo è
difficile, e perché non somiglia a nessuna
altro qua dentro. Strumentale, per lo più,
ma il testo dà un indicazione. Una prima
guida ai testi del disco. Le tracce cantate di
"Idiology" saranno elucubrazioni profonde.
Non mi spingerei fino al "filosofico",
ma siamo nel genere. Diciamo, abbastanza profonde
e vaghe da essere filosofiche, ma non così
evocative da essere mistiche. Nemmeno nella versione
povera dell'ambient. L'altra traccia cantata è
"Presence". Più abbordabile,
più solare, piacevole. Diversa, ma questa
è la norma. Su undici tracce, si fa fatica
a appaiarne due. Ognuna per conto sua, tutte a
modo loro estreme. "Subsequence", per
dire, è normale. Ordinaria, ben fatta e
non spiazzante. Che nell'ecosistema di "Idiology"
è già questa una particolarità.
"First: Break" invece è la definizione
di estremo dai Mouse On Mars. Con un conto di
bpm da rave party, incomprensibile e inaccettabile.
Saltate poi da questa a "Fantastic Analysis",
pezzo strumentale alle soglie della new age. Suonato,
melodico, a chiudere un album davvero indefinibile.
Capace di pendolare dagli abissi più neri
a picchi solari. Dallo strumentale classico a
quello estremo, dal cantato classico a "Unity
Concept". Il testo di "Unity Concept"
lo trovate stampato sul porta-cd. In 'terza copertina',
sotto il cd insomma. E lo potete ascoltare, recitato
senza base o quasi dal signor Dodo Nkishi. L'effetto
è stordente, e al primo ascolto pure un
po' fastidioso. Ma è il terzo ascolto quello
buono, s'era detto...
Alla fine, tanto disordine diventa varietà. Lo stile cangiante ma sicuro
rende "Idiology" un'esperienza musicale gratificante. Mai e poi mai
potrà essere il primo album di elettronica, né il primo album
di qualsiasi cosa. Né un easy listening, né un disco per chi va
di fretta. Il disco c'è, però. Da avere, se vi sentite pronti
al corpo a corpo.
7
luglio 2001
Track
list:
1.
Actionist Respoke
2. Subsequence
3. Presence
4. The Illking
5. Catching Butterflies With Hands
6. Doit
7. First : Break
8. Introduce
9. Unity Concepts
10. Paradical
11. Fantastic Analysis