"Showbiz":
come andava interpretato il titolo del primo disco
dei Muse? Virginale grido di ribellione o sorniona
ammissione di correità?
Ad ogni modo i tre inglesini del Devonshire dopo
soli due album alle spalle hanno già compreso
perfettamente quanto sia proficuo rovistare nella
soffitta di una pop star e riportare alla luce ricordi
di famiglia più o meno di valore. Ne è
una piena testimonianza questo "Hullabaloo",
doppio album da cui i fan possono attingere a piene
mani tutte le emozioni e le vibrazioni che questo
gruppo è in grado di offrire.
Certo, per molti forse non si tratterà di
una scoperta. Il primo disco è infatti composto
interamente da B sides che certamente gli ammiratori
più fanatici possiederanno già. Per
i fans più "tiepidi" è invece
una buona occasione per sbirciare nei cassetti di
un gruppo che ha fatto di un imponente impatto sonoro
e di un pathos emozionale portato agli estremi il
proprio marchio di fabbrica; alla faccia anche di
quelli che continuano ad accomunarli ai Radiohead.
Purtroppo (o fortunatamente) i legami con i Radiohead
si riducono ad una certa "affinità interpretativa"
tra il "Kid A" Thom Yorke e Matt Bellamy,
che tratta la propria voce come una corda di violino
tesa tra due macigni in caduta libera. I Muse sono
decisamente più "rock", con tutti
i limiti che questa etichetta comporta; limiti soprattutto
dal punto di vista compositivo. E in "Hullabaloo"
questi limiti affiorano a galla come inquietanti
cadaveri.
Il primo disco contiene pezzi effettivamente non
degni di essere relegati a mere B sides; in questi
brani troviamo infatti tutto lo stile Muse: canzoni
spinte al massimo, compresse tra suoni di chitarra
tuonante, rivoltate più o meno sugli stessi
giri armonici: accordi maggiori che portano alla
tensione massima, per poi sciogliersi in un catartico
minore foriero di indicibile disperazione. Quanto
durerà questo giochino? Anche pezzi non eccelsi
come "Map of Your Head" o "Shine"
vengono salutati come una boccata d'aria fresca,
oltre che per i suoni acustici, anche per la ricerca
di armonie diverse dal solito.
Il secondo disco è tutto dedicato all'attività
live del gruppo. Il concerto, registrato a "Le
Zenith" di Parigi, raccoglie i brani tratti
da "Showbiz" e da "Origin
of Symmetry", più due singoli, "Dead
Star" e "In Your World". E qui verrebbe
da sperare bene per il futuro. Forse meno melodrammatici
e sofferenti, i Muse in questi due brani danno prova
di una pura e genuina vena rock. "Dead Star",
con la sua alchimia di furore e delicatezza, e "In
Your World", con il suo riff baroccheggiante
in stile heavy metal anni '80 sono canzoni decisamente
riuscite. Un augurio per l'avvenire e un dono inestimabile
per i fans.
Disc 1
1. Forced In
2. Shrinking Universe
3. Recess
4. Yes Please
5. Map Of Your Head
6. Nature_1
7. Shine (Acoustic)
8. Ashamed
9. The Gallery
10. Hyper Chondriac Music
Disc 2
1. Dead Star
2. Micro Cuts
3. Citizen Erased
4. Showbiz
5. Megalomania
6. Dark Shines
7. Screenager
8. Space Dementia
9. In Your World
10. Muscle Museum
11. Agitated