Howl è il titolo della famosa poesia
scritta da Allen Ginsberg nel 1956, che gli procurò
numerosi problemi di censura per il linguaggio
esplicito e che venne immediatamente eletta a
manifesto della beat generation. Se per
"essere beat" intendiamo far parte delle
voci fuori dal coro, farsi promotori di un’arte
provocatoria, diretta e di rottura, allora "Howl",
terzo album dei Black Rebel Motorcycle Club, è
profondamente legato a quella cultura. Non solo
per la citazione diretta del titolo, ma anche
per la travagliata genesi: interrotto il contratto
con la Virgin, i tre di San Francisco registrano
il disco senza nessuna casa discografica alle
spalle. Soltanto l’inglese e indipendente
Echo decide di investire su di loro.
Ma il vero elemento di rottura rispetto ai precedenti
due album sono le canzoni stesse, un bel passo
in avanti in direzione della sostanza a discapito
della forma. In linea di massima overdrive e distorsioni
tacciono, emergono come non mai le chitarre acustiche.
Sia che si tratti di un blues terroso e scalpitante
("Shuffle your feet", "Ain’t
no easy way", "Sympathetic noose",
"Complicated situation"), sia di ballate
polverose e suonate in punta di dita degne di
un Robert Johnson o un Bob
Dylan ("Devil’s waitin’",
"Fault line", "Restless sinner"),
i BRMC dimostrano di essersi emancipati dalla
frettolosa etichetta di emuli dei Jesus and Mary
Chain, e di saper plasmare in modo del tutto personale
le tradizioni musicali del loro paese. "Weight
of the world" e "The line" sono
i pezzi più in linea con il loro sound
precedente, "Still suspicion holds you tight"
e "Promise" sono splendide intuizioni
melodiche. "Howl" però spicca
su tutte, per l’organetto che emerge per
la prima volta in una loro canzone, per l’originalissima
linea discendente di basso.
L’equazione imposta dal mercato sembra
ormai essere questa: più coerenza e maggiore
qualità implicano calo di fans e di successo.
Ma il cambiamento brusco di rotta, il coraggio
di voler puntare sulla propria musica e non sulle
entrate economiche, e soprattutto il cristallino
valore di questo album fanno dei Black Rebel Motorcycle
Club uno dei pochi fari rimasti nel mare tempestoso
dello showbiz.
collegamenti su MusiKàl!
Black Rebel Motorcycle Club - Take
Them On, On Your Own
Black Rebel Motorcycle Club - BRMC
Bob Dylan - la Kalporzgrafia
Jesus And Mary Chain - Psychocandy