Ci sono dischi che sono capaci di fermare il
tempo. Una banalità? Non se riferita ai
Non voglio che Clara, gruppo bellunese il cui
debutto si è fatto aspettare per troppo
tempo. Ora che l’abbiamo finalmente tra
le mani, è come essere portati indietro
negli anni: le tv piccole sul mobiletto trasmettono
in bianco e nero, a Sanremo c’è Tenco,
e l’Italia, con i suoi divi nascenti e il
boom economico, sembra un microcosmo musicale
a parte, fatto di melodie gentili e fin troppo
memori di secoli di tradizione di musica da camera.
Beh, i Non voglio che Clara ricordano tutto questo,
come potrebbe fare chi in quegli anni non era
nato, e fanno propria una tradizione nobile (e
rifiutata per anni dalla nostra scena rock) filtrandola
con il gusto di chi è innamorato: di qualcuno
che non c’è più, di un suono
passato di moda, della propria malinconia. Bastano
le spazzole e le prime note di pianoforte di “Quello
con la telecamera” per tornare indietro:
tutto scivola, malinconico, come un vecchio film,
e il quartetto ha il coraggio di arrendersi alla
melodia, di non cercare di nasconderla o di sporcarla.
Qualcuno potrebbe avanzare un dubbio: perché
ascoltare questo gruppo, allora, se posso ascoltare
Tenco, Mina, o gli altri nomi storici della nostra
canzone? La risposta viene solo dopo alcuni ascolti:
non si tratta di una triste imitazione, ma di
qualcuno che ricorda questi suoni, e tra le pieghe
infila velati riferimenti agli anni ’80
più introversi, quelli degli Smiths (citati
sul piano estetico fin dalla splendida copertina,
ma anche nella coda di “Se ti senti sola”);
e così, tra il passo leggero e le trombe
della title track, la bossanova languida di “Il
nastro rosa” (magnifica, davvero), una cover
di Mina (“L’ultima occasione”,
resa più scura da una voce vecchio stile,
calda come si conviene) e i pensieri scuri sussurrati
di “I piani per il sabato sera”, questo
disco, in meno di mezz’ora, si dimentica
della modernità, e riesce a renderci nostalgici
di un’epoca che non abbiamo mai vissuto.
Non è cosa da poco, credetemi.
collegamenti su MusiKàl!
The Smiths - The Smiths
Morrissey - You
Are The Quarry