Chi lo scorso anno ha avuto la fortuna di ascoltare
“Negatif” si sarà reso conto
della grandezza di Benjamin Biolay, uno dei pochi
autori contemporanei in grado di costruirsi una
propria voce e un proprio mondo. Tra le pieghe
di molte delle oltre trenta canzoni di quel disco
compariva anche Chiara Mastroianni, compagna nella
vita di Biolay. Probabilmente è nata da
lì l’idea di incidere un disco a
due, un po’ come facevano un tempo Serge
Gainsbourg e Janet Birkin.
Dunque, e non poteva essere altrimenti, i protagonisti
di “Home” sono le voci dei due, quella
appena sussurrata di Chiara e quella profonda
e cavernosa di Benjamin. Voci che si rincorrono,
si cercano, si intrecciano lungo tutto il disco.
Ma a dimostrarsi ancora una volta fuori dell’ordinario
è anche la scrittura di Biolay, semplicemente
da grande autore, capace di raccogliere la gloriosa
eredità musicale dei classici francesi,
Gainsbourg in testa, e a farne qualcosa di proprio
e di attuale.
Da tutti questi ingredienti non può che
uscirne un disco intimo, da ascoltare in certe
domeniche mattine autunnali dall’umore incerto.
Infatti “Home” è fatto da canzoni
semplici e cristalline, ballate per lo più
acustiche dal fascino irresistibile. Scorrono
allora “La Ballade du Mois de June”
e “Tête À Claques”, le
due canzoni con cui il disco prende il via, e
più tardi la splendida “La Plage”,
che nella sua veste limpida rimanda a ricordi
di estati ormai andate. Le pagine più avvolgenti
di “Home” mostrano un umore dolcemente
malinconico degno dei Velvet Underground più
delicati, quelli di “Sunday Morning”
per intendersi, che affiora con chiarezza nelle
splendide “House is not a Home” e
“Quelque Part on M’Attend”.
Altrove ecco un grazioso omaggio al pop anni ottanta
di “She’s My lady”, e un rock
così leggero e aggraziato da riuscire a
stupire, “Dance Rock n’Roll”.
Poi ecco un frammento di blues sporco, “Mobile
Home”, e soprattutto “L’Arizona”,
deliziosa ballata in punta di piedi.
Ma l’apice del disco, il momento in cui
senso di “Home” appare chiaro, è
rappresentato da “Folle du Toi”, in
cui le voci di Chiara e Banjamin si incontrano
e si sposano alla perfezione, in un dialogo tra
amanti serrato ed emozionante.
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