Album
sporchissimo per un Weller sempre più arrabbiato,
capace ancora di sfasciare camere di hotel come
uno splendido angry boy. Già il titolo può
aiutare in modo decisivo a capire l'evoluzione del
Nostro… L'opera, ad un primo ascolto, appare quasi
senza una produzione, tanto le chitarre sono volutamente
fuori controllo, con un grande uso di feedback.
Ad un più attento esame, con la dovuta pazienza,
la melodia si fa strada, come del resto non potrebbe
essere altrimenti avendo a che fare con un tale
temperamento eclettico, artista capace di passare
dal punk alla delicata melodia con chitarra acustica
in un batter d'occhio. Album da amare piano piano
quindi, lasciandosi portare dalle tremende irruenze
blues di "Peacock suit" o dall'incedere epico di
"Brushed", abbandonandosi a splendide finezze come
"Up in Suzes' room" o "Friday street", degne di
divenire classici nel repertorio d'oro dell'ex leader
dei Jam e Style Council. Grazie zio Paul, grazie
di mostrarci la strada per una sana e costruttiva
incazzatura, per sempre giovani e arrabbiati come
Richard Burton in un vecchio film ormai dimenticato,
se mai fosse stato ricordato…
Heavy
Soul / Peacock Suit / Up In Suzie's Room / Brushed / Driving
Nowhere / I Should Have Been There To Inspire You / Heavy Soul
( Part Two ) / Friday Street / Science / Gollden Sands / As
You Lean Into The Light / Mermaids
I
commenti
Mitropa 30 novembre 2000
Thanks
Paolino!Con te ogni giorno č un giorno Blu,Bianco,Rosso
e Mod!
fabioxy 8 ottobre 2000
e'
sempre lui il fathermods...