Vai all'homepage di Kalporz MusiKàl!, la rivista musicale di Kalporz Music Club

MusiKàl! - Recensioni, Artisti, News musicali
» Novità Album e Live
» News
» I preferiti di Rokko
» Gli intramontabili
» Kalporzgrafie
» Speciali / Interviste

Osteria - Chiacchiere e Forum
Chiacchiere e Forum

Stalla - Storie in musica
Storie in musica

Municipio - Benvenuti a Kalporz!
Benvenuti a Kalporz!

Cerca un Artista
0-9 A B C D E F G H I
J K L M N O P Q R S
T U V W X Y Z

Info & Contatti
Collabora con noi
Pubblicità
Promo e demo
Le Foto su Kalporz
factotus

THE CURE
The Head On The Door (Fiction Records, 1985)
segnala questa recensione 
di Raffaele Meale scrivi un'email

Raramente il progetto musicale di un gruppo è stato così saldamente in pugno ad una sola persona. Col passare del tempo diventa chiaro a tutti come i Cure siano una creatura ad immagine e somiglianza di Robert Smith, che gestisce il resto della band come un'azienda, con licenziamenti e promozioni. Così, dopo la realizzazione di "The Top", la line-up del gruppo cambia ulteriormente: Andy Anderson abbandona il gruppo il 13 Ottobre del 1984, sostituito provvisoriamente da Vince Ely dei Psychedelik fur e definitivamente da Boris Williams. Anche Phil Tornalley lascia i Cure per tornare al suo lavoro di produttore e Smith richiama al suo capezzale Simon Gallup, aggiungendo anche un'altra chitarra, quella di Porl Thompson - già attivo nelle date live -.

Dopo la delusione di "The Top" c'è grande attesa per il nuovo lavoro, e queste attese sono destinate a non rimanere deluse. Finalmente con "The Head on the Door" i Cure raggiungono quell'alchimia tra pop e dark vanamente inseguita negli ultimi album. L'attacco con la trascinante "Inbetween Days" è eccezionale, con la chitarra ritmica e la batteria che preparano una base ritmica emozionante su cui ben si poggiano le tastiere e il basso. Puro brano pop, comunque: ma che non ci si trovi davanti ad un nuovo "The Top" è evidente già dal pezzo successivo. "Kyoto Song" è un brano intenso, malinconico, che ricorda da vicino l'incedere umorale di "Seventeen Seconds" e "Faith", con un testo all'altezza della situazione ("The trembilng hands of the trembling man hold my mouth to hold in a scream"). Sorprendente "The Blood" dall'incedere spagnoleggiante, con una chitarra ritmica e percussioni varie. Segnale inequivocabile che Smith sia di nuovo a cerca di sperimentazioni. Molto più vicina al tipico stile Cure è "Six Different Ways", forse il brano in cui meglio convergono le due esigenze stilistiche del gruppo. "Push", uno dei momenti migliori dell'album, mescola alla perfezione gli strumenti, dando ancora molta importanza alle chitarre. Intrigante e affascinante il giro di bassa che accompagna ossessivamente "The Baby Screams", che anticipa i due capolavori dell'album. "Close to me", dall'indimenticabile attacco, è una sorta di filastrocca maligna e pessimista. Il tappeto sonoro prodotto dalle tastiere è eccezionale, così come perfetta la voce di Smith che si insinua dolente fra la rete di note ("If only I was sure that my head on the door was a dream"), e così com'è perfetto il tempo scandito da batteria e basso. Le chitarre la fanno invece da padrone nella seguente "A Night Like This": brano dark della specie più perfetta, ipnotica, energica e al tempo stesso fragile, con un finale in crescendo appoggiato sulle chitarre in cui Smith lancia la sua verità più sconsolante ("I want to change it all"). Bellissimo il basso iniziale di "Screw", che poi si trasforma in un brano di - se così si può chiamare - hard/pop. E splendido il lento incedere finale di "Sinking", figlia legittima di "Play for Today" e dimostrazione ineccepibile che i Cure non dimenticano il loro passato né lo rinnegano, vogliono solo miscelarlo, adattarlo.

Ci sono voluti due album per raggiungere il risultato, ma ora che è stato raggiunto, chi può metterci bocca? I Cure sono tornati. Definitivamente.


Recensioni collegate
The Cure - la Kalporzgrafia



20 dicembre 2001


Track list:

1. Inbetween Days
2. Kyoto Song
3. The Blood
4. Six Different Ways
5. Push
6. The Baby Screams
7. Close to me
8. A Night like this
9. Screw
10. Sinking



I commenti
 
robert72
17 aprile 2002
un uomo che passa in tre anni dalla durezza, il pessimismo di
pornography alla freschezza pop di the head on the door, con la parentesi
transitoria di the top, non puo' che essere un genio...e in questo album
robert smith dimostra di voler rimanere ligio ai suoi canoni dark ma allo
stesso tempo di allargare i suoi orizzonti verso un tipo di musica piu'
"aperta" in tutti i sensi ed e' proprio questo che rende questo disco
affascinante ammaliante e indispensabile in ogni discografia che meriti di
essere chiamata tale, e poi e' difficile trovare un album cosi eterogeneo e
ben suonato come questo...veramente una chicca.



aggiungi il tuo commento!
torna su

adv
8 Ball Records
CD, LP e DVD usati, import e rarità

»
NOVITA'
le ultime recensioni
Vibert / Simmonds - Rodulate
Primal Scream - Beautiful Future
Numero 6 – Quando arriva la gente si sente meglio Ep
Weezer - Weezer (Red Album)
Beck - Modern Guilt

»
CONCERTI
gli ultimi recensiti
Erykah Badu - Cavea dell'Auditorium (Roma)
Gossip + Battles - Festa de l'Unità (Roma)
Interpol + dEUS - Piazza Castello (Ferrara)
Iron Maiden - Gods Of Metal (Bologna)
AA.VV. - Primavera Sound 2008 (Barcellona)

»
ROKKO-BEAT
i preferiti di Rokko
Gravenhurst - The Western Lands
Burial - Untrue
Il Teatro degli Orrori - Dell'Impero delle Tenebre
Ralfe Band - Swords
Le Man Avec Les Lunettes - ?

»
EVER-KALPORZ
gli intramontabili
Cult - Love
Primal Scream - Screamadelica
Einsturzende Neubauten - Fünf Auf Der Nach Oben Offenen Richterskala
Dadamah - This Is Not A Dream
Swell Maps - A Trip To Marineville



Home | MusiKàl | Municipio | Osteria | Stalla

Copyright  © Kalporz 2000-2008. Tutti i diritti riservati