Sapete com'è Badly
Drawn Boy, no? Uno che riesce a farsi fischiare
da un pubblico che è lì per adorarlo, uno che
dimentica i testi delle proprie canzoni. Uno di
cui non ci si può fidare fino in fondo. Così forse
non vi stupirete di "Have You Fed the Fish?".
Anche se il secondo disco in meno di un anno del
Nostro, dopo l'eccellente colonna sonora di "About
a Boy", non è così vicino a quello a cui ci
aveva abituato.
Se avete amato l'approccio naif alla musica acustica
che finora era stato uno dei suoi tratti distintivi,
ne troverete poche tracce qui dentro. Giusto un
frammento intitolato "I Was Wrong" o l'attacco
in sordina di "How?", un autentico splendore di
melodia malinconica. Se invece cercate l'anima
più vicina all'indie rock, c'è la ballata elettrica
"Born Again", uno dei brani più riusciti dell'album.
Nella parte restante del disco c'è invece tutta
la vena più pop e folle di Damon Gough che passa
attraverso l'introduttiva "Coming into Land" in
cui ai passeggeri di un aereo viene indicata una
nuvola che "sembra proprio Badly Drawn Boy", giusto
per farci capire come sono cambiate le cose e
che è il caso di affrontarle in qualche modo.
Il mondo che fa irruzione nella vita, il confronto
con la fama.
Crescere in pubblico, direbbe Lou Reed. Badly
Drawn Boy lo fa nell'unico modo che conosce, scrivendo
canzoni. Anche se "Non sono mai davvero una risposta,
sono soltanto la colonna sonora di una vita" come
canta in "You Were Right". Ma infine è tutto quello
che possiede Badly Drawn Boy, visto che in "How?"
ci confida "Come posso darti una risposta quando
tutto quello che ho è una melodia".
"Have You Fed the Fish?" è la reazione un po'
nevrotica, un po' divertita a tutto questo. Una
reazione costruita usando la fantasia come in
"The Further I Slide", "40 Days, 40 Fights" o
in "Using Our Feet", tra qualche fiato, cori,
cambi di ritmo e melodie trascinanti che ricordano
Beatles e
Beach Boys. Una risposta che sta in "You Were
Right", un'irresistibile canzone pop dedicata
alla propria ragazza, in cui confessa di non essere
riuscito a sposarla solo per mancanza di tempo,
pur essendone così innamorato da rifiutare l'immaginario
corteggiamento di Madonna.
Oppure ritentando con "All Possibilities" il
colpo funk riuscito con "Disillusion" nel disco
d'esordio. O ancora scrivendo piccole gemme pop
come "What Is It Now?". Sempre e comunque cercando
di scombinare le carte. "Tickets to What You Need"
ha un attacco soffuso degno del migliore Elliott
Smith, prima di trasformarsi in uno sgangherato
brano western, mentre "Have You Fed the Fish?"
ha un ritornello che ha l'inaspettata enfasi del
rock da stadio.
In ogni caso restano intatte l'ironia e la leggerezza
di Badly Drawn Boy, le qualità che tengono tutto
insieme, ancora una volta.
Badly Drawn Boy - le
recensioni
Beatles - la
Kalporzgrafia
Elliott Smith - Figure
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