“Happy In Grey” viene giocato sulle atmosfere
cupe delle giornate invernali. Si tratta di un
lavoro realizzato con gusto e perizia che nasce
dall’unione tra la label berlinese BPitch Control
e le doti canore di Marit Posh. Questa, dopo anni
di lezioni di canto sia in Europa che negli Stati
Uniti, entra in contatto con il giro di Ellen
Allien; il progetto Damero comincia così.
Quello che esce è un album non perfettamente in
linea con il lato più dancey delle produzioni
della BPitch Control ma, piuttosto, rivolto alla
ricerca del miglior equilibrio possibile tra voce,
consolidata mentalità techno Berlin-made,
strutture IDM e immediatezza pop.
Diverse le collaborazioni (Apparat, AGF, Nevis
Peak, Zander VT, Headkit), le quali, di volta
in volta, permettono alla voce della protagonista
di adattarsi e fondersi col manto sonoro che la
circonda lasciando ad ognuno degli attori il proprio
spazio di manovra.
Dalle iniziali cupe oscillazioni di “Mope” all’inconfondibile
mano di Apparat in “Passage to Silence”, “Happy
In Grey” prende gradualmente forma. Il percorso
continua con “1-1+1-1+1-…=1/2”, giocata da AGF
su una struttura ritmica spezzata e su piccoli
echi in sottofondo, fino a quel manifesto dell’armchair
dance rappresentato da “Okay-Okay”. Troviamo poi
continue variazioni come quella verso Il German
pop di “Gestern-Morgen”, i sospiri di “Neck Warmth”
e le tormentate vibrazioni di “Capricorn Saltlick”.
Gli spazi aperti di “Sweet Thunderheads” non suonano
nuovi se si è già abituati a Beth
Orton, ma risultano di una piacevolezza che rapisce
e distrae. La testa comincia a scandire il tempo
sull’incedere deciso di “Things Gone”, tipico
pezzo da BPitch Control che potremmo considerare
la sintesi dell’intero lavoro. Solida quanto efficace
la battuta nella riuscitissima “Right_Wrong”,
delicata la chiusura con “I Made A Home”.
E' musica elettronica che cerca una dimensione
nuova che si realizza nell’alternanza e nell’unione
di strutture ritmiche algide e metalliche con
una voce capace di veicolare la sensazione del
calore quanto quella del gelo. è sperimentazione
in cerca di appeal pop. Non a caso un progetto
del genere ha come teatro l’ispiratissima scena
elettronica berlinese. Berlino è il centro
di un universo, il luogo in cui, già da
diversi anni, si stanno sviluppando canoni stilistici
e suoni caratteristici quanto incredibilmente
affascinanti. “Happy in Grey” è un attestato
che certifica questo stato delle cose. Vi sembrerà
qualcosa di nuovo, proverà ad impegnare
tanto il vostro cuore quanto la vostra mente.
E, in qualche modo, visto che di armchair dance
music si tratta, vi troverete a muovervi pacatamente
a tempo semplicemente stando seduti sulla poltrona
di casa vostra.
collegamenti su MusiKàl!
Beth Orton - Comfort
Of Strangers
Beth Orton - Daybreaker