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Hands Across The Void (Sub Pop / Audioglobe, 2007)
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di Daniele Paletta scrivi un'email

Da sempre, le storie popolari hanno avuto qualcosa di oscuro. Pensate alle favole: quante volte abbiamo sentito dire “Non so come facciano i bambini a non spaventarsi”?

Ora, gli stessi bambini che non tremavano davanti alle favole di Andersen, forse sono diventati adulti come Jesy Fortino, l’unica responsabile dei Tiny Vipers: un’adulta, sarei pronto a giurarci, che si è innamorata della “Ballata del vecchio marinaio” di Coleridge fino a evocarla in “Shipwreck”, o che ha letto colma di interesse i vecchi poemi epici del nord Europa, rimanendo impressionata dalla loro struttura ritmica e poetica, la stessa che c’è alla base delle sue canzoni.

Più che musica folk, “Hands across the void” è fatto di letteratura popolare della più nera: anche quando il suo volto sembra sorridere, l’insistenza delle note di chitarra stringe la gola, mentre Jesy canta con la voce di una Joanna Newsom più oscura (“Campfire resemblance”); lunghissime introduzioni strumentali sembrano aspettare parole distaccate e dolenti, drammi atroci cantati come storie quotidiane.

“Hands across the void” non è un disco semplice: piuttosto che ascoltarlo, è facile cadere ipnotizzati dai bordoni di note e dai riverberi di quella chitarra acustica. Inevitabilmente, l’unico brano a svettare in mezzo agli altri è “Forest on fire”, che descrive perfettamente un incendio (e lo sguardo attonito che rimane a fissare le fiamme) grazie a una distorsione che cresce lentamente e, prima di poterle sfuggire, ha avvolto la stanza.

Una pura metafora sonora alla quale non servirebbero quasi le parole per comunicare.

collegamenti su MusiKàl!
Joanna Newsom - Ys

 



10 settembre 2007


Track list:

1. Campfire resemblance
2. On this side
3. Aron
4. Forest on fire
5. Shipwreck
6. Swastika
7. The downward



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