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FATBOY SLIM
Halfway Between the Gutter and the Stars (Skint, 2000)
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di Fabrizio Roych scrivi un'email

Il lavoro precedente di questo magnifico inglese ha spopolato. Si trattava di pura fatica da dj, ma con una trovata mica male. L'hip hop, saccheggiato e poi reiventato dalle sue soundmachine. Passato "You've Come a Long Way, Baby", è già tempo di "Halfway Between the Gutter and the Stars". Un misto di tracce da dj e altre che di disco o simili hanno poco. Somigliano più a 'crossover', con molto cantato e breackbeat funkettoni trascinanti. Trascinanti... I detrattori potrebbero dire 'popolari', e il successo di questa miscela musicale di detrattori ne ha coltivati intere vallate. In realtà la musica elettronica non è mai stata così varia. Ci sono i Chemical Brothers, c'è Moby, i Prodigy. Ognuno con una ricetta, una trovata, un'invenzione. E Norman Cook (il nostro Fatboy) sta lì in cima, e non da solo.

I vecchi fan piangono ancora il passato glorioso da dj disco. I duri e puri non glielo perdoreranno mai. Dov'è finito il raffinato beatmaker? Non saprei che rispondere, però non mi sembra si sia perso. Mi sembra integro e maturo, e per chi invece pensa si sia venduto guardi l'ultima traccia. Undici minuti monumentali a quattro mani, e le altre due appartengono alla leggenda, a Roger Sanchez da New York. Comunque il resto dell'album ha un altro sapore. Di nuovo, è il cantato a esaltare il talento del fat boy Norman Cook. La prima traccia è una lunga tirata rhythm & blues, dai timbri neri e sconcertanti. Non m'aspettavo una scelta così antielettronica, ma è buona scelta. E è solo l'inizio. Il primo singolo "Sunset (Bird of Prey)" campiona Jim Morrison, e fate attenzione. Se è la seconda traccia dell'album, allora avete la 'clean version'. Insomma vi siete persi "Star 69", vera summa autocelebrativa della musica di Fatboy Slim. La firma sull'album. E arriviamo ai due gioielli. "Love Life" e soprattutto "Demons" suggellano un connubio artistico scintillante. Alle macchine Norman Cook, e al microfono Macy Gray. Dall'hip hop all'elettronica, Macy Gray illumina il beat del nostro super dj, e senza fare hip hop. Il suono è proprio il suo solito funk sintetico, solo che stavolta l'interpretazione dà una rotondità inconsueta alla composizione. I seguaci del Big Beat stanno rabbrividendo, e di quest'album non vorranno sentir più parlare. Peccato.

Nell'insieme un lavoro così può lasciare interdetti. Chi cerca il suono elettronico inglese è meglio che batta altre vie. Per l'hip hop elettronico c'è ben altra offerta, si pensi a Maxim. Cosa succede allora qui, in "Halfway Between the Gutter and the Stars"? Be', diciamo che lo stile di Fatboy Slim è un'esperienza nuova, e che vale tutto il tempo che gli vorrete dedicare. La categoria 'elettronica' è ben suffragata dalle tracce centrali, da "Mad Flava", "Ya Mama" e "Retox". Il resto sposa insieme produzioni e voce, produzioni funk e voce soul. "Weapon of Choice" accoglie Bootsy Collins, signore del funky e della disco tra i '70 e gli '80. Un po' di calma verso il finale con Macy Gray e Roger Sanchez. Alla fine, per noi all'ascolto e per la maturazione dell'artista, un album così è una buonissima notizia.



22 gennaio 2001


Track list:

1. Talking Bout My Baby
2. Star 69
3. Sunset (Bird of Prey)
4. Love Life
5. Ya Mama
6. Mad Flava
7. Retox
8. Weapon of Choice
9. Drop the Hate
10. Demons
11. Song for Shelter



I commenti
 

 

PrecKDJ 7 novembre 2003
A primo impatto non mi sembrava un qualcosa di eccezionale ma dopo che lo ho ascoltato due o tre volte ho capito che è stato un gran capo lavoro come l'album precedente, anche per la sua varietà e sequenza di sound usati.Vai fatboy...



MirKo[84]pin
(FAKoLL) 25 aprile 2002
...dopo più di un anno che sono in possesso di questo cd ho
completamente metabolizzato tutti i suoi pezzi e li trovo tutti realizzati
molto bene con una grande personalità. Non sto a descrivere ogni pezzo
perchè ognuno meriterebbe pagine e pagine.
Ora apprezzo meno il suo album precedente che ho trovato privo della
personalità presente in quest'ultimo.
Un grande passo per Mr Norman Cook, che ha saputo fare un album che magari è
di dificile impatto ma una volta capito rimane a lungo nella memoria.
Un piccolo appunto per il dj set che il ciccio magro ha eseguito a Brighton
di cui è uscito anche il cd: un ottimo strumento da dancefloor con pezzi di
Santos, Basement Jaxx e tanti grandi artisti house. Vera perla del cd è
Sunset remixata con Phat Planet dei Leftfield, che rinnova un pezzo già
meraviglioso.


MirKo[84]pin
10 agosto 2001
Questo cd è veramente fantastico! all'inizio mi aveva un pò deluso (mi aspettavo qualcosa di più simile ai suoi album precedenti)ma so apprezzare la buona musica e FatBoy è uno che di buona musica ne sforna in continuazione (parlo anche dei suoi numerosi remix) e non si può dire che Norman non sia un grande, qualsiasi cosa faccia!


Enrico#46 13 giugno 2001
Secondo me Norman Cook è davvero il migliore e, di sicuro il disco precedente era migliore ma questo nuovo non è da sottovalutare!!!Infatti come fan accanito di Fatboy slim io ho tutti i cd usciti fino a oggi e l'ultimo non è davvero da meno!!!Ascoltate il mio consiglio prendetelo e basta!!W la musica Tecno Pop davvero!!!Continua così Fat.


kk dee jay 17 maggio 2001
disco con eccezionali doti di campionamento ma da non confondere con il suo disco precedente !! sempre fatboy stile ma con un pizzico di house in piu' ma non da dancefloor!curiosi campionamenti e suoni caratteristici!! un buon acquisto a mio parere

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