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RADIOHEAD
Hail To The Thief (EMI, 2003)
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recensione di Raffaele Meale scrivi un'email


I Radiohead rappresentano, ormai da anni, l'incarnazione del mio senso dello stupore: capaci di intraprendere ad ogni album una strada diversa come pochi gruppi sono stati capaci di fare nella storia della musica, capaci di ergersi al di fuori da ogni moda e di dominare con uno sguardo lucido e limpido il panorama circostante.

Ciononostante l'attesa per questo ultimo lavoro dopo la pubblicazione degli album gemelli "Kid A"/"Amnesiac" aveva in sé dello spasmodico. Chi si aspettava un tanto sussurrato ritorno alle atmosfere eteree e rarefatte di "Ok Computer" rimarrà inequivocabilmente deluso, ma anche chi si aspettava una reiterazione del discorso portato avanti con gli ultimi lavori non troverà qui piena soddisfazione.

L'elettronica è presente, ma in maniera molto diversa rispetto alla danza intellettuale di "Kid A", e costruisce trame spezzate, come nella conturbante "Backdrifts", ricca di riverberi e ovattati suoni cosmici che rimandano ai Kraftwerk e contornata da rumorismi, mentre in sottofondo irrompe di tanto in tanto una tastiera spettrale: un carillon nascosto sotto la coltre dei rumori che chiudono, in solitudine, il brano.

Anche se i Radiohead non confermano correlazioni dirette, il titolo dell'album proviene dalla frase che accompagnò sarcasticamente l'ascesa al ruolo di presidente degli USA di George W. Bush nel 2000, accusato dai democratici e dalla sinistra statunitense di brogli elettorali (da qui il "benvenuto al ladro"); i Radiohead inseriscono l'arguta (e, visto il momento storico che viviamo, doverosa) citazione nel brano d'apertura "2+2=5", che dopo un dolce arpeggio di chitarra si getta in una corsa sfrenata, rabbiosa, cadenzata dal cantato nervoso di Yorke, corsa che scarta ogni ipotesi di strofa e ritornello, corsa nella quale poco alla volta il ritmo si fa spezzato, irruento, quasi ansiogeno.

Un'atmosfera soffusa, con un lieve xilofono in sottofondo accompagna "Sit Down, Stand Up", dove poco alla volta si fanno largo battiti metronomici che sovrastano la voce di Yorke fino all'irrompere della batteria che trascina il pezzo in un crescendo mozzafiato. Brani che mutano pelle in corsa senza mai risultare artificiosi o studiati: dopo dieci anni di attività la band di Oxford ha trovato un equilibrio sorprendente fra le sue varie anime.

"Sail to the Moon" è una pausa catartica, affidata in gran parte al pianoforte e alla chitarra, che apre spazi alla mente e permette di vagare altrove, intermezzo psichedelico che più di altri riporta alla mente alcuni fraseggi di "Ok Computer"; ma questi fraseggi si sono fatti più complessi, più intricati, e sono sorretti da una trama più fine e pura. Anche qui i riverberi spaziali chiudono in dissolvenza il brano.

L'urgenza rock torna a farsi sentire in "Go to Sleep", probabilmente il brano più immediato dell'album insieme alla ballata "Scatterbrain", memorie siderali anticipano un'intelligente sezione ritmica in "Where I End and You Begin", ossessivo viaggio in tenebre squarciate da tastiere stranianti e sporcizie chitarristiche.

Almeno 4 i pezzi che, lo credo fermamente, renderanno immortale questo album: la straziante e fluttuante "Suck Young Blood", sorretta da un pianoforte imprevedibile e segnata da battiti che scandiscono il tempo riportando alla mente i canti dei forzati al lavoro. A metà canzone c'è un'improvvisa e anarchica deflagrazione strumentale destinata a svanire nel nulla, nulla dal quale si risolleva la voce sofferente di Yorke a riordinare le fila del discorso. Le influenze jazz già palesi in "Amnesiac" raggiungo la loro sublimazione.

Incredibili gli intrecci vocali di Yorke in "Punch Up At A Wedding", che costruiscono una melodia straordinaria su un tappeto sonoro quasi indefinibile per la sua particolarità: l'elettronico finale spiroidale di matrice krautrock non fa che ispessire ulteriormente la trama sonora.

"Myxomatosis", con i suoi controtempo, le improvvise pause e il cantato rauco, regala quattro minuti di assoluto splendore mentre "A Wolf at the Door" è una strascicata ninnananna d'addio, danza notturna per falene ubriache, elegiaco saluto pronto a inasprirsi e alla fine ad innalzarsi ad invocazione angelica.

Restano da ricordare la frastagliata e nevrotica "The Gloaming", sorta di bolero elettronico, con i campionamenti che si aggiungono uno alla volta su una base circolare e ripetitiva, la cadenzata "There There", scelta come singolo di lancio (uscirà il 26 maggio), e la disperata pausa acustica di "I Will", dove la voce Yorke dà l'ennesima dimostrazione di forza e maturità.

E a conti fatti è proprio l'uso della voce uno dei fattori determinanti di quest'album: già abituato ad usare la voce come uno strumento aggiunto (basta ascoltare "Kid A") Thom Yorke dimostra con "Hail to the Thief" di essere un cantante straordinario, sicuramente uno dei migliori attualmente in circolazione (quanti sarebbero capaci di cambiare con tanta naturalezza timbro e impostazione vocale all'interno dello stesso brano?).

"Hail to the Thief" è un album eccellente, suonato benissimo (e la sezione ritmica è a tratti davvero sconvolgente), dimostrazione di un'etica musicale che ha fatto della sperimentazione il suo unico linguaggio: capace di passare in dieci anni dal pop di "Pablo Honey" alla psichedelia di "Ok Computer" fino alla definizione di un vero e proprio "stile Radiohead", difficile da imitare e di presa non immediata. "Hail to the Thief" è sicuramente più accessibile di "Kid A", ma non sprecatelo per un ascolto rapido o "di sottofondo": questo è un album che va studiato, compreso, analizzato, vissuto in tutte le sue innumerevoli sfaccettature.

Il mondo di Yorke, dei fratelli Greenwood, di O'Brian e di Selway è un universo a parte nella musica contemporanea: "Hail to the Thief" è il loro ennesimo capolavoro, come i suoi predecessori definitivo e già in marcia verso altre strade, altri lidi, altre storie musicali.


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Radiohead
- la Kalporzgrafia
Kraftwerk - Trans-Europe Express



1 aprile 2003


Track list:


1. 2+2=5
2. Sit down, stand up
3. Sail to the moon
4. Backdrifts
5. Go to sleep
6. Where i end and you begin
7. We suck young blood
8. The gloaming
9. There there
10. I will
11. A punch-up at the wedding
12. Myxomatosis
13. Scatterbrain
14. A wolf at the door



I commenti
 
corto
27 dicembre 2003
... č bruciante, č fulminante, č liberatorio. Il loro delirio rapisce, esalta, distrugge, sconvolge anime, strappa lacrime; non parlano del presente, del passato o del futuro: parlano dell'uomo e della sua inseparabile compagna, la disperazione. Succhiate la linfa che scorre nella musica dei radiohead, succhiate l'ossessiva morbositā della loro malinconia, vi troverete l'essenza della notte, al dilā della vita e del tempo, per sempre oltre.

marty
28 luglio 2003
semplicemente coinvolgente, irresistibilmente sexy, dannatamente sublime.
questo è il nuovo album firmato radiohead.



radiohead fan 86 26 luglio 2003
ormai nn c'e piu da meravigliarsi.
con questo httt i radiohead hanno dato la conferma di essere una o forse la piu grande rock e non solo band del mondo.httt puo essere sintatizzato come un miscuglio di tutto quello che i radiohead hanno fatto fino ad ora.
ci sono chitarre basso batteria classici strumenti del rock tradizionale ma non si dimentica mai il recente passato elettronico.
una annotazione va fatta certamente per la voce di mr.yorke mai cosi splendita,lucente,sorprendente.
voti:
2+2=5.2+2+5=10
sit down stand up 8.5
sail to the moon 9.5
backdrifts 8
go to sleep 8.5
where i end and you 10
we suck yuong blood 9
the gloaming 8
there there 10
i will8.5
a punch up...9
mixomatosis 8
scatterbrain 9
a wolf at the door 10



toto 18 luglio 2003
trovo in qualsiasi commento qualcosa di vero...ma che dire in più' su questo saluto al ladro?..
Forse non sara' il migliore dei capolavori dei radiohead, o forse lo sara' tra un paio di anni.. ma soltanto perchè credo che sia troppo difficile(ma non impossibile)essere rivoluzionari per due volte di seguito..a mio avviso questi scoppiati hanno dimostrato e continuano a dimostare di potere fare ogni cosa, e non perchè sono dei geni della musica, ma perchè sono dei grandi artisti. eclettici fino al vomito, riescono a dare significato all'insignificante e sublimare la merda trovata per strada.. sono dei bambini che rovistano nell'armadio della nonna, che rubano caramelle, una spycam sul mondo, un registratore che incide i suoni di questa nostra era, cagandoli in musica, e innalzando stati di ansia, tramutando lacrime in piacevoli masturbazioni...
Loro possono, a mio avviso, perchè hanno aperto autostrade da percorrere senza patente, a testa in giu, ruttando sulle immagini dei santi, ridendo in faccia la sole..
Penso che i radiohead, aiutino a capire la velocità, saltando fuori da tutti i cerchi disegnati con il gesso, dandoci un esempio su come fare a non cadere, nelle tasche dei ladri....



kranix 16 luglio 2003
Si fanno tanti discorsi attorno/sulla musica di questo gruppo, e credo che tutti siano motivati dal fatto ke non sono solamente bravi a suonare, ma ke sanno dire qualkosa con la musica, con la parola...sanno esprimere.
Questo ultimo lavoro è bilanciato e poderoso in un colpo solo, e anke se nn lo si vorrà considerare un capolavoro, bisognerà inserilo ugualmente nella special list dei diski magnifici. I radiohead nn hanno mai voluto ripetersi...nn hanno mai voluto ricreare un ok computer in salsa arodolce per soddisfare i palati giovani...hanno sempre perpetuato una ricerca di sonorità atte a sugellare degli stati d'animo. Io spesso faccio questa banale cosuccia: penso all'ultimo album e ipotizzo la sua uscita al posto di ok computer (o dei precedenti..o anke dei siccessivi)e provo a immaginare l'effetto ke mi avrebbe fatto. Bhè..il risultato è sempre stato il medesimo: mio dio e questa magnificenza da dove sbuca??? HTTT non è esente da questo giudizio. Se fosse uscito al posto di ok computer avrebbe fatto gridare al capolavoro come fece quel disco.Ora siamo semplicemente + allenarti, noi funs, la critica, il pubblico in generale..quindi sembra quasi scontato che questo gruppo sforni capolavori e iniziamo a fare i certosini, gli skizzinosi (ma pablo era più rock, e amnesiac è un trip elettronico..vuoi mettere con the bends? e ok computer è irripetibile, ma kid a nn lo capisco..e via così).Signori miei, questa band sta macinando kilometri di raffinatezza ein punta di piedi solca la storia.



Giù 15 luglio 2003
Hail to the thief mi dà l'impressione di essere un punto di arrivo, un po' come è stato Amnesiac. Se Amnesiac è un raffinamento ed un'evoluzione dei suoni grezzi ed immediati di Kid A, HTTT è una specie di sintesi fra le chitarre malinconiche e struggenti di OK Computer e la loro antitesi, l'elettronica esasperata di Kid A ed Amnesiac. Sento che il loro prossimo album sarà un altro, duro pugno nello stomaco a chi si aspetta qualcosa di già visto.


oasistom 13 luglio 2003
Ero proprio curioso di sapere dove sarebbero arrivati con questo nuovo disco. Ci sono voluti numerosi e continuativi ascolti perchè facessero breccia nel cuore e nella mente. E devo dire che più lo ascolto e più mi innamoro di questo disco. E nei Radiohead aumenta la mia stima e riconoscenza perchè non sono mai stati banali e scontati, anzi sempre molto creativi e originali. Grazie ancora Radiohead


1 per cento 10 luglio 2003
Più leggo i commenti sparsi su internet più ritengo che i fan dei radiohead (io mi ritengo tale) al 99% non siano in grado di valutare gli album del gruppo di oxford; ormai attorno a thom & co. c'è come un'aura divina, e i fan sembrano più gli adepti di una nuova religione. Ecco perchè secondo me un album buono (ma nulla di più) come HTTT, viene elevato al rango di "capolavoro", pur non essendolo.


franz74 26 giugno 2003
So che verrò lapidato ma sarebbe l'ora di smetterla di gridare al capolavoro ogni volta che esce una qualsiasi cosa da casa Yorke!
Ammettiamo pure che Kid A e Amnesiac fossero capolavori: non era certo possibile capire 2 dischi del genere a un primo ascolto, eppure dopo 1 giorno dall'uscita nei negozi tutti si sono messi ad incensare i Radiohead, spesso senza portare argomenti che andassero oltre i soliti cliché: "E' un disco che va capito", "E' emozione allo stato puro", "Loro si' che sanno rischiare": per forza,hanno una major alle spalle! Ditelo alle tante band coraggiose più dei Radiohead che fanno la fame e non avranno mai né un video su Mtv né schiere di riviste e giornali pronte a dargli paginate di spazio per promuoversi. E ditelo anche a chi non ha scalato le classifiche con The Bends e Ok Computer, e non può proprio permettersi di rischiare perché non ha conquistato il diritto di essere del tutto indipendente nelle proprie scelte artistiche. Mi sembra di vedere gli U2 ai tempi di Zooropa, facevano pietà ma siccome erano gli U2 tutti cercavano di vedere l'arte suprema anche dietro le cose più grottesche e inconcludenti; i Radiohead hanno il solo vantaggio di avere un pubblico più giovane che
presumibilmente aspetterà il prossimo "vero" capolavoro ancora per diversi anni, senza accorgersi che tutte le band hanno al massimo un paio di dischi veramente epocali al proprio attivo, e i Radiohead questo passo l'hanno già fatto; da qui in avanti, non per colpa loro ma perché
così va il mondo, potranno sfornare degli ottimi album (di cui Hail To The Thief è sicuramente un esempio) ma non potranno più cambiare la musica , perché questo lo hanno già fatto con canzoni splendide e veramente universali come Fake Plastic Trees, come Karma Police, come Paranoid Android, come Exit Music, come Street Spirit. Continuare con le sperimentazioni è una cosa che fa onore alla band ma avrà al massimo un' influenza su alcune menti illuminate dell'avanguardia e su chi già segue i Radiohead. Io ho tutti i dischi di questa band, che reputo comunque straordinaria, ma anche se riconosco il valore di questi ultimi album ascolterò sempre pià volentieri The Bends piuttosto che Hail To The Thief, ascolterò sempre più volentieri Ok Computer e perfino Pablo Honey (sottovalutato)
piuttosto che Amnesiac.
La cosa triste è che sono sicuro sia così anche per voi, ma non volete ammetterlo (prima di tutto con voi stessi).



vekkio_sebas 18 giugno 2003
Hail to the Thief è sconvolgente, diverso da i precedenti capolavori, ma altrettanto capolavoro! è un trip, un viaggio in cui ogni canzone non lascia respiro, si rimane fulminati è sicuro! i radiohead non deludono, meravigliano..è questo nuovo disco è tutto da godere..attenzione a non rimanere fulminati!


velvet.underground 15 giugno 2003
al primo ascolto, amici, al primo ascolto di 2+2=5 ho capito che quel pezzo diceva tutto!e non mi sono sbagliato!in questo album è quasi impossibile annoiarsi...un elettronica fine, pura e sottile,deviata sul malinconico/moderno, con bellissime melodie che sembrano gocce cadute dal cielo.(preziosissimo!)


Dusk 12 giugno 2003
Mea culpa.
Mi cospargo il capo di cenere.
Avevo sempre sottovalutato i Radiohead, perchè ai tempi di "Ok Computer", ero forse ancora troppo giovane per apprezzare un certo tipo di sonorità.
Li ho ignorati bellamente, quando sono usciti "Kid A" e "Amnesiac".
Ora un amico mi ha fatto ascoltare "Hail to the thief", e mi è improvvisamente rivenuta voglia di recuperare la cassettina di "Ok Computer" che ho abbandonato da qualche parte.
Ah, e ovviamente non esiterò a procurarmi "Kid A", "Amnesiac", nonchè "Pablohoney" e "The Bends".

Cmq, se "Hail to.." è bello, "Trust" dei Low lo è ancor di più.


trevisoforever 12 giugno 2003
cosa volete che ve digo, sto album s'è una figada pazzesca, sè un disco che anca el sindaco gentilini lo capise, sio can


judas33 11 giugno 2003
commovente, struggente,rabbioso,ipnotico. Una mistica danza che trascina la mente negli abissi dei pensieri insanguinati per poi sfogarsi nell'ultima traccia, e poi........avere il coraggio di ripremere PLAY


andrea 10 giugno 2003
il commento dopo tre ascolti non è esattamente benevolo...sono deluso nonostante non mi aspettassi sequl di amnesiac o kid A o ancora ritorni al passato...molto piu'semplicemente la magia non si è ripetuta...e non credo di non aver ancora capito il disco


diolula 7 giugno 2003
Dopo un secondo ascolto, ancora una volta, silenzio, solo le lacrime mi indicano il nuovo miracolo..


EcceAgnusDei 29 maggio 2003
Il nuovo lavoro dei Radiohead è la sintesi di un evoluzione musicale che il buon Tom Yorke porta avanti da sempre, fregandosene della critica e del pubblico di massa che da "the bends" e " ok computer" li aveva presi di mira. Io al tempo avevo comprato originale "kid A" completamente al buio, senza neanche aver ascoltato un brano prima, ed infatto mi sono trovato completamente spiazzato. C'è che chi considera i Radiohead sopravvalutati per il fenomeno mediatico che riescono a creare con ogni nuovo lavoro, non dimentichiamoci però che all'uscita del "bimbo A" nei network televisivi era stato distribuito un solo video di pochi minuti assolutamente privo di visibilità e di accodiscendenza verso il grande pubblico. Credo che questo gruppo esprima una musica difficilmente comprensibile, estremamente impegnativa nell'ascolto e nel convolgimeto emotivo: certo che se non ci fossero loro saremmo tutti un pò più vuoti dentro...


L'Intenditore 26 maggio 2003
....comprero' l'originale !!! grande musica!!


coPerta 26 maggio 2003
Socmel! ecco cos'ho esclamato sentendo le tracce di quest ultimo disco targato radiohead. Geniale, non si può aggiungere altro, se non che sarò al concerto di Ferrara!!!


Giulio 12 maggio 2003
sono arrivato a pensare che la musica dei radiohead rappresenti quella parte di me che non sono mai riuscito a conoscere.è inutile quindi cercare di definirla con parole,perchè queste non potranno mai essere adatte a quelle sensazioni che si provano ascoltandola.per me i radiohead sono senza dubbio la band migliore del mondo,perchè non sono solo un gruppo di musicisti ma persone che si occupano inconsapevolmente di psicologia


Gimmy 7 maggio 2003
beh, che dire.........creep me li ha fatti conoscere (ma sul momento non ci feci tanto caso...poi ripensandoci meglio, ho preso Pablo Honey....mah, non male, ma niente di che, mi sono detto.....vediamo come va avanti....
E' come se è andata avanti.
Fake Plastic Trees mi ha stregato, Paranoid Android mi ha tenuto sveglio notti ad ascoltarla, Idioteque è il battito del cuore quando mi sveglio, Amnesiac è il vivere quotidiano, e adesso questo.......cari i miei Radiohead, se continuate così, vi porterò con me dopo questa vita terrena....nel paradiso, all'inferno, chi lo può sapere.........



Zilly 1 maggio 2003
Ragazzi, tutti a Firenze, Ferrara e Bergamo-dove abito io- dobbiamo accogliere Thom &co. in maniera spettacolare!!! Le emozioni sono qui dentro, potete anche tirare dritti ma i Radiohead sono una di quelle-purtroppo-rare band che, con la loro musica, lasciano dei graffi, dei morsi e giuro, veramente, non si può essere indifferenti! Ricordatevi della sensibilità di Kurt Cobain, ereditata da Jim Morrison, Thom Yorke è un degno "discepolo" di questi grandi mosti! Meditate gente, meditate..


*JaCoPo* 7 aprile 2003
Wow...sono veramente rimasto stupito da questo gruppo...li ho conosciuti due estati fa perchè ho sentito "creep", così mi sono deciso ed ho comprato Pablo honey...cacchio che bel disco rock! Poi c'è stata "Karma police" e mi sono sentito in obbligo di comprare Ok computer...cacchio sono diventati elettronici! Poi ho sentito in una pubblicità per televisione il refrain di "National anthem" e via con Kid A...cacchio questa volta sono cambiati del brutto! Dopo essermi digerito Kid A ho sentito "pyramid song" , ho comprato amnesiac e mi sono detto :"Ah, ora non mi fregano più!"...Poi sento le canzoni di "Hail to the thief" e mi dico...cacchio mi hanno fregato di nuovo...ma in fondo che importa? Il mondo è bello perchè è vario!E se la loro musica rimane a questi livelli...tanto meglio per le mie orecchie!!!
Ora i cd dei radiohead sono tutti dentro al mio stereo...rigorosamente impostato sulla funzione "random"...quale sarà la prossima canzone che ascolterò...non lo so ma di una cosa sono certo...qualunque sia sarà un successo! :-P


streben
7 aprile 2003
dopo questo ennesimo capolavoro..possiamo anche osare nel dire che i radiohead sono uno dei gruppi più importanti non solo degli ultimi 10 anni, ma di tutta la storia della rock. La loro è un'indagine conoscitiva delle paure e del subconscio di questo mondo fatta attraverso la musica con estrema lucidità ma allo stesso tempo con suggestioni che richiamano a scenari futuri non molto rassicuranti. La musica di Thom Yorke e co. sembra essere un disperato omaggio all'umanità che si uccide con le sue mani. Non so se ho esagerato..ma una cosa è certa: quando si parla di Radiohead non parliamo semplicemente di musica, sarebbe troppo riduttivo :)


henry 6 aprile 2003
..dimenticatevi le atmosfere eleganti di amnesiac , la danza robotica ed intellettuaLE di kid a. E' stato superato un nuovo limite inventato un nuovo suono ancora + tecno ancora + esasperato ancora + indefinibile..è 1 saliscendi di emozioni sfrenate e pause catartiche....buon ascolto my cronies!!!!!!


riccardo 6 aprile 2003
avevo fatto l'errore di comportarmi come coloro che all'uscita dikid a ed amnesiac rimasero delusi perchè volevano un altro ok computer. quando non ho potuto fare a meno che scaricare le traccie del nuovo album, volevo un altro kid a o un altro amnesiac e rimasi deluso iniziando a vaneggiare sul fatto che radiohead fossero tornati indietro ecc.. i radiohead non tornano inditro ne vanno avanti.. si reinvantano sempre e lo fanno in modo semplicemente magnifico.. questo album è apparentemente semplice.. è l'ennessimo capolavoro e sicuramente i radiohead sono il gruppo più grande degli ultimi dieci anni..

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